«Inginocchiati e chiedi scusa»: il video per umiliare un 14enne

La polizia arriva prima che le immagini fossero divulgate sui social. Ammonito il 16enne responsabile A scatenare la ritorsione davanti alla scuola, un presunto palpeggiamento ai danni della sua fidanzata
PESCARA. A 16 anni costringe un ragazzino di 14 anni a inginocchiarsi per chiedere scusa e poi lo schiaffeggia, facendo riprendere la scena con un telefonino, in modo da condividere il video su whatsapp con il gruppo di amici. E questo per farsi bello, sentirsi più forte e guadagnare in giro consensi. La presunta colpa della vittima, quella di aver toccato il sedere alla sua fidanzatina a scuola, in un momento di affollamento durante l'intervallo. L’episodio è accaduto alla fine di settembre. Prima che il filmato potesse fare il giro dei social e della rete, la polizia è riuscita a intercettarlo e bloccarlo. Per il responsabile, un 16enne, è scattato l’ammonimento per cyberbullismo da parte del questore Luigi Liguori. E non è il primo. Tutto ha preso inizio da un'attività di monitoraggio da parte dei poliziotti della Divisione anticrimine, da cui è venuta fuori una vicenda inquietante con protagonisti degli adolescenti. Da quanto ricostruito, il 16enne pretendeva che il 14enne chiedesse scusa a lui e alla fidanzatina per quanto accaduto durante l'orario scolastico e così ha iniziato a tempestarlo di messaggi e telefonate. Voleva a tutti i costi che si vedessero fuori dalla scuola. Il 14enne più volte ha provato a dire che lui non aveva fatto assolutamente nulla e comunque non di proposito. In ogni modo, pressato dalle richieste anche un po' minacciose, ha deciso di accettare pur di chiudere quella storia. Una volta all'appuntamento, vicino alla scuola, si è trovato davanti il 16enne e un suo amico. La fidanzata non c'era, mentre si è scoperto poi, che era poco lontano per assistere alla scena.
Alla vittima è stato quindi intimato di inginocchiarsi e subito dopo è stato colpito con uno schiaffo al volto e, quindi, invitato ad andare via. Il tutto ripreso da un telefonino per poi diffondere il video e umiliare ulteriormente il ragazzino. «Con l’ammonimento», spiega il questore Liguori, «ho voluto lanciare un segnale. Se ci sono dei reati, bisogna rivolgersi alle forze di polizia. La gogna mediatica o sul web è una pratica che si sta diffondendo, ma che è assolutamente deprecabile e va censurata. Nel caso specifico, il ragazzo si è subito pentito e ha ammesso le sue colpe. Con l’ammonimento si vuole evitare che comportamenti, spesso assunti con leggerezza, possano avere conseguenze gravi per vittime ed autori». E non è la prima volta che a Pescara vengono emessi provvedimenti del genere. Un anno fa, il questore Liguori aveva ammonito tre ragazzini di 15-16 anni, che per mesi avevano reso un incubo la vita di una loro coetanea. Carpivano sui suoi profili social fotografie o ne scattavano altre a sua insaputa e poi creavano degli stickers altamente offensivi e denigratori che facevano girare su whatsapp, su una chat di gruppo. Tutto questo perché ritenevano la vittima responsabile di una situazione che si era creata nella comitiva di amici.

