Ingressi alle 10 e panino: cosa cambia in 1.208 scuole

30 Maggio 2020

Ripartenza a settembre: il Comitato tecnico scientifico presenta il rapporto alla Azzolina Mascherine obbligatorie in classe (non per le interrogazioni) e ricreazione all’aperto

PESCARA. A scuola con le mascherine dai sei anni in su, mantenendo in modo categorico la distanza di un metro, non solo in classe. Niente mascherine per le interrogazioni e, ovviamente, durante i pasti. Non sarà necessario misurare la temperatura ma gli ingressi saranno scaglionati e negli istituti più affollati si potrà entrare fino alle 10. È quanto prevede il rapporto in 24 pagine che il Comitato tecnico scientifico ha consegnato al ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Che avrà la parola finale in vista della ripartenza di settembre.
I NUMERI IN ABRUZZO. Attualmente in Abruzzo ci sono 171.470 studenti (6.693 con disabilità) in 8.617 classi. Le scuole, nel complesso, sono 1.208 (111 quelle paritarie). Gli insegnanti sono 15.907 (4.051 i posti di sostegno).
A SCUOLA ALLE 10. Le scuole con più accessi dovranno differenziare entrate e uscite. Vietare gli assembramenti è la principale linea guida. Per gli studenti delle scuole secondarie (medie e superiori) il consiglio del Comitato scientifico è quello di programmare ingressi al di fuori degli orari di punta dei mezzi pubblici (tra le 7 e le 8.30). Negli istituti con una popolazione scolastica molto numerosa si entrerà dopo le 9 e fino alle 10.
IL TERMOMETRO NON SERVE. Non sarà necessario misurare la temperatura all’ingresso. Se personale o studenti hanno avuto febbre o raffreddori potranno tornare solo se sfebbrati (cioè avere meno di 37.5° C) da almeno tre giorni. Ci si dovrà lavare le mani all’ingresso o, in alternativa, dovranno essere utilizzati gel igienizzanti. I genitori dovranno restare fuori dalla scuola a meno di esigenze eccezionali.
ALUNNI DISABILI. Sono esonerati dall’uso della mascherina gli studenti disabili la cui patologia sia incompatibile con l’uso della protezione individuale. Per gli insegnanti di sostegno, se non è possibile mantenere il distanziamento di un metro, saranno previste ulteriori protezioni.
DIDATTICA A DISTANZA. Ciascuna istituzione scolastica potrà definire, in base all’autonomia, modalità di alternanza, turnazione, didattica a distanza proporzionate all’età degli alunni e al contesto educativo generale. In particolare, le scuole secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori), al fine di ridurre la concentrazione di alunni negli ambienti scolastici, potranno in parte riproporre forme di didattica a distanza.
SPORT E RICREAZIONE. Distanza minima di due metri durante l’attività fisica in palestra. Ma per il Comitato tecnico scientifico l’attività sportiva andrà svolta il più possibile all’aperto. Sconsigliati gli sport di squadra (come calcio, pallavolo o basket), meglio attività individuali. La ricreazione, per mantenere la distanza minima, consiglia sempre il Comitato, va fatta ove possibile all’esterno.
PERCORSI SEGNALATI. Negli spazi comuni le scuole devono predisporre percorsi con segnaletica che prevedano il distanziamento. Particolare attenzione va fatta alla pulizia, che dovrà essere giornaliera. Nei bagni le finestre dovranno essere sempre aperte.
LE MENSE E IL LUNCH BOX. Anche per la mensa le singole realtà scolastiche dovranno identificare soluzioni organizzative specifiche che consentano di assicurare il distanziamento attraverso la gestione degli spazi, dei tempi (possibili turnazioni) e, in misura residuale, attraverso la fornitura del pasto in lunch box in plexiglass per il consumo in classe.
COSÌ ALLE MATERNE. Per i bambini più piccoli il Comitato suggerisce di ridurne ulteriormente il numero per classe. Gli alunni della scuola dell’infanzia non dovranno indossare la mascherina, come peraltro già previsto per i minori di 6 anni. Potrà essere previsto per il personale l’utilizzo di ulteriori protezioni come guanti in nitrile e dispositivi per occhi, viso e mucose per gli operatori, oltre alla mascherina chirurgica.
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