«Ingresso vietato in piscina Pronti a scendere in strada»

3 Novembre 2017

Duecento famiglie sul piede di guerra, stamane incontro con Del Vecchio

PESCARA. «Scenderemo in strada a protestare, se ci vieteranno ancora l'ingresso alle piscine Le Naiadi». Annunciano una mobilitazione generale le 200 famiglie (provenienti anche dal teatino e dalla Val Pescara) coinvolte nella guerra dei nervi a colpi di mail, richieste di intervento delle forze dell'ordine e messaggi di protesta diffusi sui social, tra l'associazione sportiva Club Aquatico Pescara, diretta da Riccardo Fustinoni e la Progetto Sport, società che dal febbraio 2017 detiene la gestione dell'impianto le Naiadi, presieduta da Vincenzo Serraiocco, con il coordinamento a cura di Mirko Biletta.
Una diatriba tra le parti, che discutono su presunti accessi negati a causa della mancanza di documentazioni contrattuali o ingressi concessi ugualmente a titolo privato pur di non interrompere le attività di nuoto dei giovanissimi atleti. Tra i due "litiganti" sarà chiamata a esprimersi anche la Regione, proprietaria del complesso sportivo situato nella pineta di Santa Filomena. Stamani alle 9, infatti, una delegazione di genitori dei bambini e ragazzi (dai 6 anni fino alla maggiore età) tesserati del Club Aquatico, incontrerà Enzo Del Vecchio, segretario particolare del presidente Luciano D'Alfonso.
Fustinoni ha annunciato che non sarà presente all'incontro che si terrà nella sede di viale Bovio. «Ci sarà solo un gruppo di genitori», anticipa il presidente della società di pallanuoto, salvamento, nuoto e nuoto sincronizzato sorta nel 2005 che da quattro anni si appoggia alla piscina (33 metri per 21) del Pala pallanuoto Naiadi ma usufruisce anche della struttura provinciale del Volta, «che racconteranno le problematiche di accesso quotidiano alla piscina, dovute alle continue richieste di autorizzazioni da parte del gestore che puntualmente abbiamo inviato. E le difficoltà logistiche delle famiglie a spostarsi continuamente da un impianto all'altro per consentire ai figli di fare attività agonistica».
«Continui trasferimenti e appuntamenti altalenanti che sono uno stress per noi e i nostri figli», sostiene Claudia C., nel duplice ruolo di madre di un ragazzino di 13 anni e allenatrice, che chiede alla Regione di «dirimere la questione oppure ci mobiliteremo e scenderemo in strada a protestare».
Le famiglie pagano alla società di via Venezia una retta che oscilla dai 750 ai 1150 euro l'anno per oltre 100 ore settimanali di servizio. Fustinoni, che parla di una situazione di "stancheggio", denuncia anche la «condizione di non sicurezza a cui sono sottoposti gli atleti a causa dei lavori in corso per la sostituzione dei tubi dell'acqua accanto alla vasca degli allenamenti». In una lunga e puntigliosa «relazione sull'attività ostativa del Club Aquatico nell'impianto pubblico regionale Le Naiadi posta in essere dal concessionario Progetto Sport gestione impianti nel periodo settembre-ottobre 2017», inviata alla Regione, Fustinoni, che corrisponde al gestore delle Naiadi un importo di 52. 800 euro l'anno più Iva per l'uso degli spazi d'acqua, riepiloga la sua versione dei fatti. Dall'11 settembre, quando negli uffici regionali di viale Bovio si è tenuta la prima riunione con i gestori e le altre utenze sportive associate che hanno «conferito delega al presidente Fin Cristiano Carpente e al presidente del Coni Enzo Imbastaro di difendere la legittima assegnazione degli spazi da parte del gestore...», intenzionato «ad acquisire la quasi totalità dell'utenza sportiva», ponendosi «in aperta e piena concorrenza» con le altre società sportive che fanno capo al complesso della pineta e che Fustinoni elenca: Pescara pallanuoto, Swim Action, Swim Team, The Hurricane.
Le quali, a detta dei vertici della Progetto sport, attualmente «svolgono regolare attività dopo avere consegnato le documentazioni richieste nei tempi previsti». Lunedì 9 ottobre, viene stipulato il contratto tra le parti, con alcune "riserve" da parte del Club Aquatico. Contratto, comunque, «regolarmente sottoscritto e inviato a mezzo Pec alle 14.17», malgrado Fustinoni fosse «all'estero per impegni di lavoro». In quegli istanti, «i ragazzi subivano uno stop alla porta» e le attività iniziate con «40 minuti di ritardo». Contratto inviato, secondo Fustinoni, con le richieste indicate dal gestore, compresa la «richiesta di polizza assicurativa».
Il 20 ottobre, il Club Aquatico stacca un «bonifico di 6039 euro corrispondenti al pagamento ("a consumo") previsto per lo spazio acqua concesso da lunedì 9 ottobre al 31 ottobre» a fronte di un compenso pattuito con il gestore di 8052 euro. Nello stesso giorno, il gestore invia al Club Aquatico «nuova richiesta di documenti da produrre entro il 23, alle ore 13, minacciando l'esclusione dall'impianto». Il 23 e il 24 ottobre, l'accesso alla piscina è stato garantito. Il 25, «è stato negato l'accesso agli atleti e abbiamo richiesto l'intervento della forza pubblica». Il 26 nuovo invio di documentazione (atto costitutivo, Durc, assicurazione, polizza fidejussoria, elenco tesserati 2016-2017, elenco provvisorio degli attuali tesserati, copia del pagamento effettuato) da parte del Club ma «alle 14,30 l'accesso veniva nuovamente negato». Il 28 ottobre, scaduti i termini del precedente, arriva un nuovo contratto da parte del gestore, in attesa di essere sottoscritto entro il 5 novembre «pena nuova esclusione dall'impianto», conclude Fustinoni.
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