Innamorato della famiglia e lavoratore instancabile

13 Luglio 2019

Il fratello Massimiliano: «Si è sempre speso per gli altri e nelle attività sociali» A moglie e figlie le condoglianze del sindaco Masci e del primo cittadino di Tollo

PESCARA. «Mio fratello era uno sportivo, da calciatore ha vissuto tutta la vita insieme ai giovani e si è tanto speso per gli altri e nelle attività sociali. Amava la sua famiglia ed era un lavoratore instancabile».
Il dolore è troppo grande. Le parole gli muoiono in gola e ogni tanto deve fare una pausa per riprendersi dalla commozione Massimiliano Paolucci. Ma è così che vuole sia ricordato il fratello Tiziano, 56 anni, di Tollo, morto giovedì sera lungo il viale della Pineta a Pescara dopo la lite, presumibilmente per un parcheggio conteso, con M.N., 19enne pescarese indagato a piede libero dopo la morte dell'uomo.
Massimiliano Paolucci, professionista nel settore edile come il fratello Tiziano, ex operaio Sevel, azienda che aveva lasciato per ragioni di salute, non vuole commentare i particolari dell’accaduto. Ci sono le indagini degli investigatori in corso. Per ora, dice, «provo solo un misto di rabbia, dolore e paura», emozioni che vanno sedimentate e poi liberate, col tempo.
Tiziano Paolucci era nato a Tollo, l'11 febbraio 1963, nella casa di via Nazario Sauro, nel centro storico, da papà Tito e mamma Elvira Capuzzi, di Canosa. Era secondo di quattro fratelli con Maurizio, Enrico e Massimiliano. Si era sposato con la pescarese Angela Fortunato. La moglie era con lui, giovedì sera, al momento dei tragici fatti. La signora ha assistito prima al litigio del marito col giovane e poi alla sua morte. Ha visto il suo volto contrarsi dalla rabbia e dalle mille emozioni del momento. Ha visto il fisico forte e prestante del marito, crollare a terra. La coppia viveva a Pescara, nell’abitazione di via d’Avalos, angolo via De Meis. Ma a Tollo tornavano spesso, marito e moglie, come accaduto due giorni fa, quando hanno pranzato tutti insieme con la famiglia d’origine.
Con la signora Angela, al momento della tragedia, c'era anche una delle due figlie, Silvia (l'altra è Daniela, impiegata al Bingo) che col marito Pietro De Maria gestisce il ristorante “La Griglia dell'Orso” su viale della Pineta, dove l'uomo si è recato dopo la lite.
Un viaggio di una cinquantina di metri a bordo dell’auto, posta sotto sequestro dai carabinieri. Il tempo di trascinarsi qualche metro più avanti. L’uomo ha fatto in tempo ad arrestare il mezzo proprio davanti al locale, prima di stramazzare al suolo. Il ristorante ieri mattina era chiuso.
All'esterno c'era un testimone dell'accaduto che ricorda: «L'ho visto scendere dalla macchina, una Kia grigio scuro, e poi si è accasciato. Sull'asfalto c'è ancora il suo sangue. Era l'uomo più buono del mondo, padre e nonno amorevole» di Ludovica e Arianna, le sue adorate nipotine.
Alla famiglia, distrutta da questo dolore inatteso e fulmineo, che rimane chiusa nel riserbo di un momento difficile, sono arrivate le condoglianze dei sindaci delle due comunità, Carlo Masci (che si è recato personalmente sul luogo della tragedia giovedì sera) e Angelo Radica, primo cittadino di Tollo. Dopo l'autopsia, la salma di Tiziano Paolucci sarà probabilmente trasferita nel cimitero di Tollo e sepolta nella cappella di famiglia.
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