Innovazione scientifica: giovane premiato in Cina

29 Marzo 2019

Il 19enne di Caprara Alessandro Verrocchio si aggiudica insieme al suo team la medaglia d’oro al 39° Beijing Youth Science Creation competition di Pechino

SPOLTORE. Un giovane ragazzo di Caprara d’Abruzzo, Alessandro Verrocchio di 19 anni, protagonista a Pechino con i suoi compagni dell'Istituto Tecnico Tecnologico Montani di Fermo alla 39^ edizione del “Beijing Youth Science Creation Competition”: una competizione dedicata alle invenzioni e all'innovazione scientifico-tecnologica.
Nel gruppo di lavoro assieme a lui Massimiliano Ceci e Francesco Vittori. Il team ha vinto la medaglia d'oro per un progetto nell'ambito della chimica dei nuovi materiali da utilizzare in due distinti settori: da una parte il packaging e l’usa e getta e dall’altra per le applicazioni mediche di altissimo valore.
Nel primo caso le bioplastiche attualmente sul mercato sono molto costose e ciò impedisce il loro largo utilizzo, dunque il progetto ha previsto un “upcycling” degli scarti alimentari per rendere tali bioplastiche più economiche ed ecosostenibili. Nell’ambito medico si è invece risolto il problema del rilascio dei catalizzatori (sali di stagno) tossici durante il bioassorbimento delle bioplastiche utilizzate per i bioimpianti.
I catalizzatori tossici sono stati sostituiti con molecole già presenti nel corpo umano e quindi sicuri per la salute. E' stato realizzato anche un portale web nel quale, oltre ad illustrare il progetto, è attivo un “market place” che permette l’incontro tra domanda ed offerta di materie prime (scarti) e prodotto finito in modo da ottimizzarne i costi in funzione della loro tipologia e delle distanze tra fornitore ed utilizzatore. «Siamo orgogliosi che un nostro concittadino abbia conseguito questo importantissimo risultato partecipando a un concorso di livello mondiale con oltre 2000 progetti candidati», sottolinea il sindaco di Spoltore Luciano Di Lorito.
Ancora più felice di questo risultato è la sua famiglia, composta dalla madre Lorella, dal padre Giovanni e dalla sorella Lisa, e lo stesso Alessandro. «Sono sempre stato appassionato di elettronica», spiega Alessandro, «ma dal secondo anno ho cominciato a interessarmi alla biochimica. Mi sono sempre chiesto come facesse una molecola a diventare pensiero. La ricerca va avanti da alcuni anni con la professoressa di analisi chimica Teresa Cecchi, ma quest’anno abbiamo utilizzato un catalizzatore differente dallo stagno». Alessandro è rimasto molto colpito da Pechino, «e dal contrasto che c’è tra l’esterno fatiscente e i locali bellissimi. E poi nelle strade c’è sempre qualcuno che pulisce». Infine la cucina: «Mi sono trovato bene, ma sabato si va a mangiare gli arrosticini!».(a.s.)
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