Insorgono 72 famiglie «Lasciateci l’acqua»

12 Maggio 2016

Bollette pagate al proprietario, ma all’Aca c’è un debito alto

PESCARA. Settantadue famiglie rischiano di restare senza acqua per un debito di quasi trentamila euro con l’Aca che non hanno contratto loro, che invece nella stragrande maggioranza hanno regolarmente pagato le bollette. Ma il versamento lo hanno fatto, sulla base di una divisione forfettaria dei consumi, all’amministratore di condominio, dipendente della società costruttrice e proprietaria del gigantesco caseggiato, quattro palazzine in via Di Sotto 3/4, 3/5, 3/6 e 3/7, il condominio Gli Oleandri che fa parte del complesso immobiliare della Società Gmg Srl di Nicola Russo.

I condomini, quasi tutti affittuari degli appartamenti, hanno sventato ieri pomeriggio il distacco dell’erogazione dell’acqua con una azione di civile e pacifica protesta che ha impedito all’addetto dell’Azienda consortile acquedottistica di procedere con i sigilli o quant’altro al contatore generale. Ma è solo una sospensione del provvedimento, che presto dovrà essere attuato, a meno di un improbabile saldo del debito. E per evitarlo i condomini chiedono alla magistratura di procedere velocemente con l’indagine sul caso che hanno sottoposto all’attenzione della procura con esposti e denunce circostanziati.

Un caso intricato quello delle palazzine del complesso Gmg, che parte da lontano e si impantana negli anni in una serie di inadempienze della società costruttrice che coinvolgono anche il Comune, in quanto gli immobili sono stati costruiti con un accordo di programma della ditta con l’ente pubblico (il numero 788 del 18 dicembre 2002), schema di convenzione per l’edilizia economica che prevedeva una serie di obblighi della Gmg nei confronti del Comune, che aveva garantito al privato delle agevolazioni in materia urbanistica in cambio di una serie di servizi per la comunità e canoni agevolati che la società non avrebbe però ottemperato, denunciano gli inquilini, aggiungendo nell’esposto la richiesta di chiarire se l’amministrazione cittadina dal canto suo abbia «adeguatamente operato e vigilato sull’attività della società immobiliare».

Dunque si parte da lontano anche per quanto riguarda il debito con l’Aca, che avrebbe cominciato ad accumularsi nel 2006, quando i 72 appartamenti erano stati da poco ultimati e non erano stati, in linea di massima, ancora affittati. Gli inquilini sono arrivati nel tempo, alcuni solo tre anni fa, e come detto hanno pagato le loro quote divise in maniera forfettaria all’amministratore che fa capo alla Gmg (e hanno la documentazione al riguardo), ma all’Aca il debito è solo lievitato.

Così l’Azienda di via Maestri del Lavoro ha ordinato un primo distacco dell’erogazione e poi un secondo circa un mese fa, creando una situazione difficilissima per gli inquilini: famiglie con bambini, dializzati, anziani, cardiopatici, invalidi... Forte dell’articolo 32 comma 9 della Costituzione italiana sull’inviolabile diritto alla salute, Mirko De Martinis si è assunto la responsabilità di togliere quei sigilli, «come autodifesa», dice, «perché la mancanza di acqua avrebbe sicuramente provocato serissimi problemi sanitari, igienici e ai malati». Sono partiti gli esposti dei condomini.

In cui intanto si fa presente che gli immobili hanno «enormi problematiche riguardo il rilascio del certificato di agibilità», che «le unità immobiliari non sono stati affittate a canoni convenzionati ridotti rapportati ai vani come previsto dalla normativa dell’edilizia convenzionata», quindi evidenziano che in caso di morosità , per recuperare le somme la legge impone all’amministratore di rivalersi sul proprietario dell’immobile ed evitare l’interruzione del servizio. Ma l’amministratore degli Oleandri dipende dalla società proprietaria dello stesso condominio. Ed evidentemente non ha provveduto al versamento. Nè delle quote dei morosi nè, parrebbe, di quelle regolarmente pagate. «L’Aca si rivalga sulla ditta», chiedono i condomini, «pignori le sue proprietà. Ci sono le denunce, può farlo»

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