Insulti e minacce in consiglio sul 25 aprile

Città Sant’Angelo. L’opposizione accusa il sindaco di non aver organizzato eventi e scoppia la bagarre
CITTÀ SANT’ANGELO. Dalla bagarre sui social alla polemica del giorno dopo: la questione 25 aprile arriva addirittura all'interno del consiglio comunale di Città Sant'Angelo, con accuse neanche troppo velate e minacce di querela. Quello di giovedì mattina è stato l'ultimo capitolo, senza dubbio il più acceso, di una vicenda nata con la denuncia dell'opposizione, che ha accusato l'amministrazione Perazzetti di non aver organizzato celebrazioni in occasione della festa di Liberazione. Accuse a cui il primo cittadino ha risposto, facendo notare di aver fatto quello che è sempre stato fatto a Città Sant'Angelo, anche negli anni in cui a guidare c'era il centrosinistra. A rincarare la dose però ci ha pensato il consigliere del Partito democratico Antonio Melchiorre, che ha etichettato il sindaco Matteo Perazzetti e il presidente del consiglio comunale Antonio Plevano come «nostalgici di un nefasto passato».
Non solo: ha citato i nomi degli assessori Marcello Di Gregorio, Maurizio Valloreo e Paolo Giovannoli, oltre che quelli dei consiglieri Arianna Spacco e Lucio D'Anteo, ritenuti da Melchiorre «antifascisti» e proprio per questo si è rivolto a loro chiedendo «come mai non avete preso le distanze dai comportamenti del sindaco e del presidente, espressione di un'amministrazione che ha preso il volto di una destra oscurantista e faziosa».
Parole che inevitabilmente hanno infiammato gli animi dei presenti in aula, a partire proprio dal sindaco Perazzetti e dal presidente Plevano, che hanno reagito immediatamente alle parole di Melchiorre. «Mi avvalgo del diritto di sporgere querela», ha detto il primo cittadino, seguito dal presidente dell'assise. «Mi associo alle parole del sindaco», ha puntualizzato Plevano. Poi è intervenuta anche l'assessore Simona Rapagnetta, che ha chiesto spiegazioni a Melchiorre sul perché «sono stata esclusa dalla lista degli antifascisti». Poi ancora Perazzetti: «Il consigliere Melchiorre ha dato del fascista al sindaco di Città Sant'Angelo, al presidente del consiglio comunale e per questo sporgerò immediata querela. Sul 25 aprile, voglio segnalare che da 10 anni non si è mai organizzato nulla, neanche nelle precedenti amministrazioni, Florindi e Gabriele».
Dopo alcuni minuti in cui le parti hanno continuato a discutere, in aula è tornata la calma e il consiglio è andato avanti, seguendo il regolare ordine del giorno.
Resta da capire a questo punto se ci saranno strascichi, specie per quel che riguarda le querele minacciate durante l'assise, o se i protagonisti dello scontro riusciranno a ricucire senza arrivare davanti al giudice. (a.d.s.)

