«Intascò la tangente sotto falso nome»

19 Ottobre 2016

Un architetto di Chieti si spacciò per il tecnico arrestato D’Angelo: ora l’ex dirigente comunale Ciccarini è indagato

PESCARA. È un architetto di Chieti il 12° indagato nell’inchiesta sulle presunte tangenti per gli appalti della ricostruzione a Bussi e Bugnara: si tratta di Antonio Ciccarini, 54 anni, professionista noto a Chieti e già dirigente del Comune all’epoca del sindaco Nicola Cucullo. Ciccarini risulta uno dei soci della Progetti Pa, società che ha redatto il bando di gara per i lavori della scuola Clemente di Bugnara, appalto finito sotto accusa.

Nuove perquisizioni. Ieri, gli agenti della forestale hanno perquisito, a Chieti, l’abitazione di Ciccarini e la sede della società. L’architetto è indagato per concorso in corruzione, turbativa d’asta e sostituzione di persona.

Caccia di 24 ore. Al professionista, gli inquirenti sono arrivati in meno di 24 ore, dopo l’ultima confessione di un imprenditore umbro, Alberto Cirimbilli, già indagato in un procedimento parallelo e stralciato: lunedì scorso, davanti a una serie di fotografie, Cirimbilli avrebbe riconosciuto Ciccarini indicandolo come la persona a cui lui stesso, nel 2013, consegnò una tangente di 5 mila euro al termine di un pranzo in un ristorante con l’arrestato Angelo Melchiorre, l’architetto di 61 anni di Bussi, a capo dell’Ufficio territoriale per la ricostruzione 5. Ma quel giorno, ha rivelato l’imprenditore, Ciccarini si sarebbe presentato con un’altra identità, cioè Antonio D’Angelo, 58 anni di Pratola Peligna. E non è un nome a caso perché D’Angelo è il responsabile della gara d’appalto della scuola di Bugnara: con lo spettro dei debiti, Cirimbilli pagò la mazzetta per assicurarsi i lavori di quella scuola e poi, dopo aver consegnato i soldi, andò insieme a Melchiorre e al falso D’Angelo a visionare l’edificio. Ma l’imprenditore, nonostante i 5 mila euro versati e altri 5 mila consegnati in un secondo tempo, non riuscì a ottenere l’appalto.

D’Angelo interrogato. Ieri, nelle stesse ore delle perquisizioni a Chieti, in procura a Pescara è stato ascoltato il vero D’Angelo: arrestato giovedì scorso, è tornato in libertà lunedì grazie a un certificato medico che esclude che nel giorno della tangente si trovasse al ristorante con Melchiorre, l’accompagnatore, identificato poi in Ciccarini, e l’imprenditore.

Spunta Taglieri? Ai magistrati Anna Rita Mantini e Mirvana Di Serio, D’Angelo – indagato per turbativa d’asta in quanto avrebbe consegnato in anticipo il bando di gara a Melchiorre – ha sostenuto di non essere a conoscenza della corruzione ma ha rivelato un dettaglio: è stato lui ad affidare alla Progetti Pa l’incarico di redigere il bando per la gara d’appalto della scuola di Bugnara e, ha raccontato ancora D’Angelo, sarebbero stati Melchiorre e il vicesindaco di Bugnara, Domenico Taglieri, a chiedergli di affidare la commessa proprio alla società teatina. Taglieri non è indagato ma il suo nome è citato nell’ordinanza di custodia cautelare: secondo gli inquirenti, «è evidente che anche Taglieri fosse a conoscenza degli accordi illeciti tra Roscini, Melchiorre e Cirimbilli», un’ipotesi che si regge su un’intercettazione telefonica. Ma lo stesso Taglieri, contattato dal Centro, ha contestato la ricostruzione ribadendo la regolarità della gara d’appalto.

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