Istituto Spaventa, quinte tutte in presenza

Città Sant’Angelo. Con gli ingressi al 60 per cento, la scuola garantirà le lezioni in aula ai più grandi
CITTà SANT’ANGELO. Tutte le classi quinte sempre in presenza. Potrebbe essere questa la prima novità nell’organizzazione dell’attività didattica al liceo Bertrando Spaventa. Da lunedì per effetto del nuovo decreto, sale al 60 per cento la popolazione studentesca degli istituti superiori che torna a sedersi tra i banchi per seguire le lezioni in presenza.
Lasciando invariato il sistema degli ingressi scaglionati, così come stabilito nel tavolo della prefettura, che vede l'attività didattica svilupparsi in due grandi blocchi orari distanziati tra loro di 90 minuti, per aumentare il numero dei ragazzi che tornano a seguire le lezioni in presenza, la dirigente Lorella Romano e il suo staff stanno optando per far tornare le cinque quinte, una per ciascun indirizzo di studio dell’istituto, sempre in presenza, e proseguire nella rotazione delle altre sezioni.
«Nel nostro liceo», ricorda la preside, «non abbiamo mai avuto focolai, grazie a un'organizzazione precisa e attenta. Fino alla fine di novembre eravamo una delle poche scuole a garantire le lezioni al 100 per cento in presenza. Questo è stato possibile grazie agli spazi che abbiamo a disposizione e alle misure contenitive che abbiamo adottato, come ad esempio la dotazione di plexiglass per le aree laboratoriali». I 550 studenti dello Spaventa sono dislocati in quattro differenti sedi. Le aule sono ospitate nella sede centrale dell'istituto in largo Mazzini, dove il corpo ovest dell'edificio è attualmente interdetto per via dei lavori di adeguamento sismico che partiranno a giugno prossimo, dovuti ai danni legati al terremoto 2016. Alcune classi, quindi, sono state ospitate nella sede della scuola media Giansante, «recentemente ristrutturata dal punto di vista della sicurezza sismica», puntualizza la preside, «sul quale i nostri ragazzi con il docente Francesco Paci hanno lavorato al progetto OpenCoesione, impegnandosi in un monitoraggio civico sugli ambienti oggetto dei lavori». Due classi sono accolte nella Cittadella della Scienza nella scuola Ritucci e altre aule si trovano nella mediateca comunale. «Questo progetto di educazione diffusa», evidenzia la preside Romano, «è stato persino registrato dal ministero dell'Istruzione che ha realizzato dei video su ogni ambiente».

