Iulianella, pastore beffato protesta contro la Regione

10 Luglio 2019

Il vicesindaco-allevatore di Pescina non mangia e comunica mostrando cartelli Chiede di sbloccare i fondi per 4mila imprese. Ma non è l’unico ad arrabbiarsi

L’AQUILA. È seduto davanti ai cancelli del Consiglio Regionale. In mano ha una decina di cartelli e , come Andy Warhol in quel video con Bob Dylan di tanti anni fa, li sfila uno dopo l’altro per spiegare, senza parlare, il perché della sua protesta. Ha bevuto solo caffè e un po' d'acqua, Tiziano Iulianella, di professione pastore e vice sindaco di Pescina, che ha deciso di iniziare lo sciopero della fame per protestare contro il blocco dei fondi Psr, il Piano per lo sviluppo rurale della Regione Abruzzo di cui lui e molti altri allevatori-agricoltori attendono l'erogazione.
«Non sono qui solo per me stesso», esordisce, «ma anche per altre 4mila imprese che aspettano lo sblocco dei fermi ormai dall'aprile del 2018. Sono qui come pastore vicesindaco a nome di un’intera categoria di abruzzesi che hanno diritto a quei fondi. Persone che devono pagare i fornitori e i dipendenti. Io ho due persone sul libro paga», aggiunge Iulianella prima di sparire per un'oretta. Ma non va a mangiare. Il pastore beffato viene invece sentito dai politici regionali riuniti nella conferenza dei capigruppo. Torna ancora più arrabbiato di prima. «Un assessore», sbotta, «ha addirittura citato i fondi Pac (piano agricolo comunitario, ndc) invece dei Psr. Capisco che sia uno dei nuovi e che si sia giustificato dicendo che questo aveva trovato scritto sul documento che gli hanno passato dagli uffici, ma l’errore è inaccettabile. Ha anche detto che la mia è una protesta strumentale. Nel corso della riunione mi hanno consigliato di farmi rivedere domani (oggi, ndc) per verificare la mia pratica. Ma non sono qui solo per me, l’ho ripetuto anche a loro, perché ci sono migliaia di pratiche come la mia bloccate e di cui al momento non si conosce la sorte».
Ci vogliono un altro caffè e un bicchiere d'acqua, Iulianella continua a rispondere al cellulare. «Di solidarietà ne ricevo tanta, purtroppo non da chi mi aspetto, e neppure dalla mia associazione di categoria , che finora non si è fatta sentire».
«Avevo mille pecore da carne, mille ovini», ripete come un mantra il pastore vicesindaco, «oggi ho dovuto ridurre il gregge a 500 capi. A conti fatti dovrei avere quasi 30mila euro, tra fondi comunitari e fondi regionali. Per qualcuno possono sembrare un’inezia, ma per chi vive solo di lavoro sono fondamentali per andare avanti», esclama.
«Siamo persone perbene con una propria dignità», scrive Iulianella sui cartelli che mostra a chi si ferma per capire e condividere la sua protesta, «non siamo più i cafoni di Fontamara che credono alla storia dell'acqua divisa per 3/4 e 3/4», come nel romanzo di Silone. «Mi hanno detto che la prossima riunione ci sarà fra 15 giorni», conclude Iulianella, «ma siamo pazzi? Non possiamo rimanere in attesa dei tempi della loro burocrazia. Io resto qui, non mi muovo, tornerò ogni mattina e continuerò lo sciopero della fame». Ma non sono solo i problemi drammatici dei fondi Psr bloccati a togliere il sonno ad agricoltori ed allevatori dell'Abruzzo. Dopo Iulianella, la conferenza dei capigruppo, infatti, ha ricevuto anche una piccola delegazione di agricoltori alle prese con i danni enormi dei cinghiali in Abruzzo. Ma è stata una riunione interlocutoria, anche in questo caso, con le eventuali soluzioni rinviate ad altra data e che ha fatto infuriare il consigliere regionale Pietro Smargiassi. Sui social il pentastellato ha diffuso un comunicato scritto tutto in maiuscolo che, per chi non è avvezzo a internet, significa “urlare”. Un concetto replicato ieri in consiglio: «Non mi aspettava tanta superficialità».
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