Jambo, arriva il dissequestro «Via gli abusi entro 30 giorni»

3 Giugno 2023

PESCARA. Via i sigilli allo stabilimento Jambo della società Il Pirata di Manola Caldora. A distanza di poco più di una settimana dal decreto di sequestro preventivo firmato dal gip, per presunte...

PESCARA. Via i sigilli allo stabilimento Jambo della società Il Pirata di Manola Caldora. A distanza di poco più di una settimana dal decreto di sequestro preventivo firmato dal gip, per presunte irregolarità urbanistiche e legate a violazioni paesaggistiche, la procura ha firmato il dissequestro della struttura a seguito dell’istanza motivata presentata dall’avvocato Augusto La Morgia che assiste la titolare dello storico stabilimento. Caldora, che dal 2018, quando acquisì la struttura, ha sempre dato in gestione la parte relativa al ristorante e al bar dove insistono gli abusi, occupandosi personalmente soltanto della spiaggia, si è ritrovata indagata per dei lavori di cui non era neppure a conoscenza. Sta di fatto che, in quanto titolare della concessione, è stata lei la destinataria del provvedimento del pm Anna Benigni. Ma è stato lo stesso pm, dopo aver esaminato la relazione tecnica fatta eseguire dalla difesa di Caldora, a firmare il dissequestro del Jambo, anche se con una serie di prescrizioni cui adesso la titolare dovrà ottemperare. «Ritenuto», scrive il pm, «che il dissequestro sia necessario per consentire all’indagata l’esecuzione di tutti gli interventi necessari alla rimozione delle opere per l’adeguamento sotto il profilo del rispetto della disciplina urbanistica e demaniale», si revoca il sequestro preventivo «con la prescrizione di effettuare tutti gli interventi necessari alla rimozione degli abusi non sanabili e, per le opere sanabili, alla regolarizzazione delle stesse mediante deposito della relativa richiesta volta ad ottenere l’autorizzazione paesaggistica».
Il sequestro era arrivato come una doccia fredda per la titolare della concessione, proprio alla vigilia dell’inaugurazione della stagione. E soprattutto quando era già stata avviata una interlocuzione con la guardia costiera e con il Comune di Pescara, per avviare il risanamento di quegli abusi che si riferivano a un periodo in cui alla gestione della ristorazione si erano alternate due diverse società con le quali si era aperto anche un contenzioso visto l’asserito mancato rispetto del contratto con la Caldora. Entro 30 giorni, dovranno sparire quelle opere ritenute abusive dalla guardia costiera che, con una relazione alla procura, ha fatto scattare l’inchiesta. Dovranno essere eliminati chiosco bar avanzato, copertura dell’area doccia, tunnel telescopico di accesso, bungalow a nord/est, tettoia lato sud e consolle dj. La Capitaneria di Porto, al termine fissato dal pm, dovrà stilare una relazione allo stesso magistrato sulle opere fatte.