Johnson, Menarini, Roche I colossi sfidano la Asl

I grandi gruppi della medicina fanno ricorso contro gli appalti milionari Nel mirino la fornitura d’attrezzature e farmaci. D’Amario: in aula vinceremo noi
PESCARA. I colossi della medicina contro la Asl di Pescara. Johnson & Johnson Medical, Baxter, Roche e Menarini avviano i ricorsi contro le gare d’appalto milionarie della Asl e portano la Asl davanti ai giudici del Tar e del Consiglio di Stato. Si apre una stagione di contenziosi giudiziari per la fornitura di macchinari e medicinali.
Cause in sequenza che non preoccupano il direttore generale Claudio D’Amario, ormai quasi un ex: «Un ricorso non si nega quasi a nessuno», dice D’Amario, ormai subcommissario alla Sanità in Campania anche se non ha ancora lasciato l’incarico di direttore generale e ieri ha partecipato all’inaugurazione di un nuovo robot nel reparto di Chirurgia toracica. D’Amario parla di ricorsi quasi fisiologici: «In generale, si tratta di fornitori storici che, in alcuni casi, non hanno rivinto l’affidamento delle forniture e, quando ci sono dei cambi, è normale che aziende del genere chiedano approfondimenti agli organi competenti: fa parte, diciamo così, della dialettica degli approvvigionamenti. Ma», continua D’Amario, «abbiamo vinto quasi tutte le cause simili, vuol dire che finora abbiamo lavorato bene sotto i profili amministrativo e tecnico».
Nel dettaglio, 4 ricorsi mettono in discussione affidamenti per 15 milioni di euro di reagenti e altri materiali usati nei laboratori analisi: i ricorsi arrivano dalla Menarini Diagnostic, Roche Diagnostic, Sebia Italia e Dasit che chiedono al Tar di annullare i provvedimenti con cui la Asl ha aggiudicato le commesse ad altre 10 ditte. Per la Asl, «è precipuo interesse procedere alla costituzione in giudizio» e sarà l’avvocato Tommaso Marchese a difendere la Asl al Tar.
La Johnson ha fatto ricorso al Tar per chiedere l’annullamento di una gara da oltre un milione riguardante la fornitura di dispositivi monuoso a ultrasuoni per le sale operatorie: su 4 lotti, la Johnsons se ne è aggiudicato uno. L’azienda mette in discussione uno degli altri affidamenti, il lotto 3 andato alla Olympus Italia. Per la Asl, si tratta di «ragioni assolutamente infondate» e sarà ancora Marchese a difendere la Asl nel giudizio.
La Baxter, invece, ha già ottenuto una prima vittoria al Tar per la fornitura triennale di gas anestetici (sevoflurano) dall’importo di quasi un milione di euro: si tratta di una commessa risalente al 2013 che è stata gestita dalla Asl di Lanciano, come capofila, e poi girata a Pescara. Ma, dopo l’affidamento, la Asl ha risolto il contratto in quanto ha ritenuto i dispositivi pericolosi per il personale. È nato, quindi, un contenzioso con la società e il Tar ha accolto la domanda della Baxter di annullare la rescissione. Adesso, la Asl vuole appellare la sentenza del Tar al Consiglio di Stato: sarà l’avvocato Fabio Nieddu a seguire il caso.
Gli scontri con i colossi della sanità non sono gli unici di cui dovrà occuparsi il successore di D’Amario, il più accreditato resta il neurologo Armando Mancini, ex assessore della prima giunta D’Alfonso al Comune di Pescara: tre centri di fisioterapia pescaresi hanno citato la Asl in tribunale per 120 mila euro di prestazioni rese nel 2008 ma mai pagate. Si tratta dell’istituto Don Orione, del centro Fisiochinesiterapico Masci e della società Bleu. Il Don Orione chiede oltre 30 mila euro, il centro Masci 44 mila e la stessa cifra è richiesta anche dalla Bleu. Secondo la Asl, si tratta di importi che non devono essere pagati: l’incarico della difesa è stato affidato all’avvocato Lorenzo Lupo Timini.
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