L’abbraccio della politica: siamo vicini alle famiglie

22 Dicembre 2020

Il sottosegretario all’Interno, Sibilia: grazie ai vigili del fuoco sempre in prima linea Marsilio lascia il consiglio regionale e va sul luogo dell’incidente: disgrazia incredibile

CASALBORDINO. «Un sincero abbraccio alle famiglie delle vittime». Il messaggio del sottosegretario al ministero dell’Interno, Carlo Sibilia, riassume il cordoglio della politica per le vittime della Sabino Esplodenti a Casalbordino. Tre padri di famiglia morti sul lavoro: Carlo Spinelli di 54 anni, Nicola Colameo e Paolo Pepe di 45. E il braccio destro del ministro Luciana Lamorgese pensa anche ai vigili del fuoco, in prima linea per fronteggiare il rogo ed evitare esplosioni a catena: «Ringrazio il comando di Chieti, visitato a ottobre, per il servizio che sta svolgendo».
Anche il sottosegretario vastese, Gianluca Castaldi, interviene sulla tragedia che squarcia il clima natalizio con le città addobbate a festa nonostante l’emergenza Covid: «Profondamente addolorato per quanto accaduto, desidero rivolgere un pensiero di vicinanza e cordoglio alle famiglie e alle comunità coinvolte in questa tragedia».
Ieri, sul luogo della tragedia, in contrada Termine a Casalbordino Stazione, è arrivato anche il presidente della Regione Marco Marsilio che ha lasciato in anticipo il consiglio regionale: «In un momento già così doloroso questa disgrazia colpisce tantissimo», dice il governatore.
Piange il sindaco di Casalbordino, Filippo Marinucci, e non si dà pace perché una delle vittime è un suo compaesano: «È una tragedia che ha scosso non solo Casalbordino ma tutta la nostra regione», dice il sindaco, «siamo distrutti anche perché parliamo di una azienda che fa della sicurezza il punto principe ma che purtroppo ha anche l’incidente dietro l’angolo. Mi hanno riferito che l’incidente si è verificato poco dopo le 14 vicino l’altoforno nella zona dello smaltimento delle polveri da sparo per cause da accertare. Al lavoro c’erano oltre cinquanta persone». La Sabino Esplodenti impiega circa 70 dipendenti. «Le tre vittime», continua Marinucci, «erano impegnate nello smaltimento delle polveri. Le condizioni di sicurezza sono sempre state massime. Conosco i titolari dell’azienda e anche una vittima che è mia compaesana». E la sicurezza, dice Marinucci, non è mai stata un dettaglio trascurabile: «Facciamo prove di simulazione di esplosione per la sicurezza ogni anno come previsto per legge con vigili del fuoco, polizia municipale, carabinieri e altre forze dell’ordine e protezione civile regionale».
È unanime il cordoglio della politica abruzzese: «Sono profondamente rattristato», dice il deputato Luigi D’Eramo, capo della Lega in Abruzzo, «giunga il mio messaggio di cordoglio alle famiglie per la perdita dei propri cari». «Non ci sono parole di fronte a un così grave lutto», dice l’eurodeputato leghista Massimo Casanova, «auspico che sia fatta rapidamente piena luce sul drammatico evento». «Un’altra tragedia sul lavoro, profondo dolore e sgomento», sono le parole del deputato di Italia Viva Camillo D’Alessandro.
È polemica sulle morti sul lavoro: «Esprimiamo indignazione e sgomento di fronte a questa ennesima pesantissima tragedia», dice Daniele Marinelli, responsabile economia e lavoro del Pd abruzzese, «soltanto pochi giorni fa, il Presidente della Repubblica Mattarella aveva ammonito: “Un paese con un alto numero di morti sul lavoro e di disabili da lavoro non ha raggiunto un livello di civiltà adeguato”. In attesa che sia fatta piena luce sulla dinamica dell’accaduto, esprimiamo profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime». «Tragedia inaccettabile sul lavoro. La sicurezza sul luogo di lavoro è una priorità assoluta», dice Tommaso Di Febo, coordinatore regionale di Articolo Uno.
«Una notizia tragica, che ci lascia sgomenti e che apre una grave ferita nel nostro territorio», dice la consigliera regionale del M5S Sara Marcozzi, «in questo momento di grande dolore, intendo esprimere tutta la vicinanza del gruppo consiliare del M5S alle famiglie delle vittime e all’intera comunità».
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