L’Abruzzo abbraccia Jovanotti Festa per 40mila sulla spiaggia

Su il sipario sul doppio concerto a Vasto Marina. Una maratona musicale con ospiti a sorpresa
«Vasto, sto arrivando da te: ho la luce negli occhi e la gioia nel cuore». Voce e chitarra, torso nudo, i capelli scarmigliati dal vento, Lorenzo Cherubini fa una vera e propria dichiarazione d’amore su TikTok alla città dove, tre anni fa, arrivò il niet al suo concertone (poi spostato a Montesilvano). E dove, invece, oggi e domani – per due concerti, in una sorta di compensazione del 2019 – sarà protagonista del Jova beach party. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando, tre anni fa, l’artista si sfogava su Facebook: «A Vasto ha vinto il fronte del NO, quello di cui l’Italia è pervasa. Quello che rende il Paese immobile e fa in modo che il “sommerso” resti sommerso nell’interesse di molti. JBP è un luogo sicuro, la sicurezza è sempre stata al primo posto, ma a Vasto non hanno voluto verificare. A Vasto la commissione ha detto NO, a prescindere. In Italia a volte le cose vanno così lo sapete, ma io non mi rassegno, molti di noi non ci rassegniamo». E, a conti fatti, non si è rassegnato per niente. Anzi, ha rilanciato con due giorni di musica, improvvisazioni, giochi, tatuaggi, tuffi, ospiti a sorpresa e intrattenimento che faranno diventare la spiaggia di Vasto il vero «ombelico del mondo». Intanto, su Instagram, il cantautore scrive: «Cerchiamo ballerine, ballerini e coppie che ballino la bachata: fatevi notare». Con un grazie all’amico Gianni Morandi che ha cantato con lui nella tappa di Barletta.
JOVANOTTI E L’ABRUZZO
Il legame tra l’artista e l’Abruzzo è risalente nel tempo. Il 30 luglio 2002 cantò a Isola del Gran Sasso per dire no al terzo traforo del Gran Sasso. Nel 2009, con Caterina Caselli, Giuliano Sangiorgi e Mauro Pagani, aggregò 56 artisti per incidere il brano “Domani”, dedicato agli aquilani, col quale raccogliere fondi per la ricostruzione. A Vasto, poi, ha adottato la cagnetta Mou e sostenuto economicamente il canile.
l’esercito di lorenzo
Una produzione da 20 milioni, 150 persone in giro con lui in tutta Italia e un migliaio quelle reperite in loco a ogni data. Un giro d’affari notevole, con ricadute economiche locali, tuttavia, tutte da quantificare. Magari a bocce ferme. Per ora, attraversando i marosi delle inevitabili polemiche, il Veliero simbolo del JBP punta dritto su Vasto. I cancelli, oggi, saranno aperti dalle 14.30. Lo spettacolo inizierà alle 15 con i dj-set: saranno tre i palchi sui quali si esibiranno gli artisti. Otto ore almeno di musica e festa. E domani si replica.
la giornata-tipo
Più che un concerto, quello di Jovanotti è una maratona. Fatta di sveglia alle 7, allenamenti, colazione, preparativi, scalette, prove, telefonate, selfie. Ma anche idratazione (tra 7 e 10 litri di liquidi al giorno) e alimentazione personalizzata. E, in mezzo, l’incontro con gli artisti ospiti, le visite degli amici, il riposino sull’amaca, la scelta degli abiti e delle scarpe, prima di salire sul palco per uno show scintillante.
COSA CI GUADAGNA L’ABRUZZO
Graziano Di Costanzo, direttore regionale della Cna, interpellato sugli aspetti economici del “grande evento”, in relazione al rapporto cosi/benefìci e agli effettivi e immediati vantaggi sul territorio, fa un’ammissione. «Amo molto Jovanotti, che seguo da tempo, avendo partecipato ad altri suoi concerti, anche se non al “Jova beach”. Si tratta», argomenta, «di un evento molto importante perché l’Abruzzo, non da oggi, sconta un grave handicap: ha straordinarie bellezze tra monti, mare, eremi, luoghi incontaminati, però è poco conosciuto. Dai dati di B&b e alberghi emerge che, in estate, c’è una forte presenza di turisti che qui dormono soltanto: vi fanno tappa perché, magari, diretti in Salento. Così spezzano il viaggio. Ora, tra queste, cominciano a esserci persone che fanno qualche giorno da noi e si avventurano alla scoperta del territorio. Degli oltre 40mila attesi nei due giorni di Vasto una buona parte sarà abruzzese. Però eventi del genere attirano persone anche da regioni limitrofe. In più, avendo anche un forte risalto mediatico, mettono al centro dell’attenzione l’Abruzzo e lo fanno conoscere». Quali le ricadute? «Il discorso è più complesso. La voce ricettività è destinata ad avere una maggior ricaduta diretta sul piano economico, un po’ meno le altre attività come ristorazione e simili, perché dentro un allestimento del genere si trova tutto, per bere e mangiare, oltre al merchandising. Inoltre, si tende a non far portare cibi da fuori. Questo aspetto va un po’ contro la rete di ristoranti, pizzerie, bakery e tutto l’indotto che può ruotare attorno a un evento con 40mila persone. A voler stimare una spesa minima di 10 euro per ciascuno dei partecipanti si arriva a circa mezzo milione di euro. Su questo aspetto delle ricadute locali si potrebbe migliorare facendo interagire meglio il territorio. Pur condividendo la posizione degli amministratori, i quali fanno svolgere questi eventi che valutiamo molto positivamente, si potrebbe venire incontro alle comunità locali affinché», auspica Di Costanzo, «una parte dei consumi resti sul posto. Attraverso un maggior coinvolgimento, lo stesso artista, sensibile a vari temi, potrebbe entrare ancor più in sintonia coi territori dove si esibisce, soprattutto quelli meno noti. Anche perché noi, come prodotti, non abbiamo nulla da invidiare a nessuno. Per l’area Vasto-San Salvo-Termoli è un’ottima opportunità».
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