L’Abruzzo va verso la zona gialla ma Fazii avverte: «Non è finita»

Parametri in calo, lunedì il cambio di colore. Ma ci sono altre 11 vittime tra cui un 55enne
Il calo dei parametri della pandemia in Abruzzo, visibile da settimane nelle curve, già oggi potrebbe avere un suo riconoscimento ufficiale: il ritorno della regione in zona gialla dopo settimane in arancione. È attesa per oggi infatti l’ordinanza del ministro Roberto Speranza per il cambio di colore da lunedì, che comporterebbe lo stop ad alcune restrizioni, soprattutto per i non vaccinati: dai limiti agli spostamenti fuori dal proprio comune a quelli di accesso nei centri commerciali nei fine settimana.
Anche il bollettino di ieri, quello cruciale al fine della determinazione del colore, ha confermato l’andamento in discesa, soprattutto nei ricoveri. Questo, pur segnalando altre 11 vittime delle complicanze del virus, che portano il tragico conto abruzzese dei decessi a 2.905 dall’inizio della pandemia: si tratta di un 55enne di Cortino, di un 73enne di Roseto, di un 77enne di Tollo, di una 80enne di San Giovanni Teatino, di una 82enne di Nereto e di un 84enne di Fossacesia, mentre altri 5 decessi sono riferiti ai giorni scorsi.
Confermando la discesa imboccata, quindi, Paolo Fazii, direttore del laboratorio di microbiologia e virologia della Asl di Pescara, avverte: «Non è ancora finita, la variante Omicron non porta una semplice influenza. Soprattutto per i non vaccinati e i fragili. Da medico sono contrario anche all’ipotesi di togliere l’obbligo delle mascherine, soprattutto al chiuso. Forse questo virus potrebbe diventare endemico tra la primavera e l’estate del 2023».
IL CALO DEI RICOVERI
Continua la discesa del numero dei ricoverati nei reparti ordinari: ieri altri 19 in meno in 24 ore, che portano il numero dei pazienti attualmente assistiti in area medica a 470. Nonostante il rapido calo, questo indicatore è ancora al 34%, quindi sopra alla soglia da zona arancione fissata al 30%. A riportare l’Abruzzo in zona gialla, invece, è il tasso di occupazione delle terapie intensive, che si mostra stabile dopo il calo rapido delle ultime settimane: ieri un paziente in più, quindi i ricoverati nelle rianimazioni abruzzesi sono ora 23, con un’occupazione pari al 14%, sotto al limite da zona arancione del 20%.
IL CALO DEI CONTAGI
Seppure di poco, il bollettino di ieri ha confermato anche il calo dei contagi: 1.728 i nuovi positivi, mentre il giovedì precedente erano stati 1.744. Al netto dei 757 nuovi guariti, il numero degli attualmente positivi è tornato a crescere, seppur di poco, dopo il riconteggio dell’altro ieri che aveva fatto scendere il numero di 20mila unità: ieri erano 90.568.
I 1.728 nuovi positivi sono stati scovati attraverso 5.818 tamponi molecolari e 11.559 antigenici rapidi: il tasso di positività dei test è stato quindi del 9,94%.
La più giovane dei nuovi positivi è una bimba di 3 mesi del Chietino, la più anziana è una 101enne dell’Aquilano. La provincia con più casi è stata questa volta quella del Teramano con 478 nuovi positivi. A seguire il Chietino con 423, l’Aquilano con 413 e il Pescarese con 383. Le città più colpite, invece, sono Pescara con 154 nuovi casi, L’Aquila con 96 e Teramo con 78.
GLI SCENARI SECONDO L’ESPERTO
«Ci sono meno casi e anche meno ricoveri, la situazione è migliore negli ospedali, questo è dovuto anche al clima caldo delle ultime settimane e ai tanti vaccinati», spiega Fazii, «ma non è ancora il momento di abbassare la guardia: Omicron non provoca una semplice influenza, soprattutto nei confronti dei non vaccinati e degli anziani con altre patologie». Quindi l’appello: «Dobbiamo continuare a vaccinarci. E, da medico, spero che non venga confermata l’ipotesi di togliere l’obbligo della mascherina anche al chiuso, perché questo virus si diffonde con l’aerosol. Se tutto va bene – se quindi questo coronavirus si comporterà come quelli che nelle storia lo hanno preceduto e non ci saranno varianti più aggressive – Sars-Cov2 potrebbe diventare endemico, quindi apatogeno, fra un anno, tra la primavera e l’estate del 2023. Allora potremo abbassare la guardia. Non oggi».
IL VACCINO PER TUTTE LE VARIANTI «Una buona notizia è quella sul nuovo vaccino che sta realizzando l’Istituto superiore di sanità, che potrebbe proteggere da tutte le varianti e che potrebbe essere a somministrazione annuale come quello per l’influenza», dice Fazii. Il riferimento è al siero in fase di studio preclinico per cui l’Iss, proprio nei giorni scorsi, ha detto che «ha dimostrato di generare una risposta immunitaria efficace e duratura in topi infettati con Sars-Cov2», come scrive l’Istituto in una nota.
«Il metodo si basa su una nuova strategia che ha selezionato come bersaglio la proteina N, una proteina che al contrario della più nota spike coinvolta nello sviluppo degli attuali vaccini, non mostra quasi nessuna mutazione tra le varianti finora note», aggiunge la nota dell’istituto, «il metodo con cui è usata in questo studio la proteina N genera inoltre una memoria immunitaria a livello polmonare che potrebbe essere garanzia di un effetto protettivo duraturo nel tempo. Studi addizionali stabiliranno parametri come ad esempio la sicurezza della piattaforma vaccinale e la sua tollerabilità. Questi parametri saranno essenziali per porre le basi di futuri studi clinici atti a confermare in via definitiva l’efficacia di questa scoperta».

