L’Aca potenzia gli impianti idrici: stop ai rubinetti a secco dall’estate

31 Ottobre 2020

L’azienda annuncia lavori per 1,5 milioni di euro per incrementare il flusso proveniente dalle sorgenti E l’anno prossimo partiranno anche gli interventi per realizzare le vasche anti-inquinamento del mare

PESCARA. Parte il piano per risolvere il grave problema dell’emergenza idrica che va avanti da 5 mesi. Ieri i dirigenti dell’Aca, convocati in Comune dal sindaco Carlo Masci per fare il punto sulla situazione sulle chiusure e riduzioni dell’acqua, hanno annunciato il potenziamento degli impianti che permetteranno un maggiore approvvigionamento dalle sorgenti, più precisamente dall’adduttrice del Tirino. Ovviamente, ci vorrà tempo e, forse, i primi benefici si dovrebbero far sentire la prossima estate. L’emergenza idrica scoppiata nel giugno scorso, quindi, rischia di andare avanti per altri mesi.
Si tratta di un intervento dal costo di 1,5 milioni di euro che, secondo i tecnici dell’azienda, dovrebbe consentire di aumentare di circa 200 litri al secondo l’approvvigionamento idrico con il raddoppio del prelievo dall’adduttrice del Tirino verso l’acquedotto del Giardino. Secondo un calcolo, i 200 litri al secondo corrispondono al 7 per cento della capacità idrica gestita dall’Aca. «Un intervento necessario», ha precisato Masci, «per ridurre drasticamente i disagi, con la prospettiva che per l’estate del 2021 non ci saranno rischi di nuove chiusure». Non è finita qui. Durante l’incontro, si è parlato anche del progetto per la realizzazione delle vasche di prima pioggia, all’interno del parco depurativo, che consentiranno di eliminare gli sversamenti nel fiume e nel mare durante le precipitazioni atmosferiche.
Verranno costruite cinque vasche all’altezza di via Pepe, lungofiume dei Poeti, Le Mainarde, ponte della Libertà e Madonnina. Il bando per la gara d’appalto sarà pubblicato nel mese di febbraio ed entro il prossimo anno partiranno i lavori. «È un passaggio fondamentale per la nostra città», ha sottolineato il sindaco, «perché è questa l’infrastruttura che ci permetterà di combattere il fenomeno dell’inquinamento determinato dalle piogge». Secondo le previsioni, le prime cinque vasche dovrebbero essere pronte entro l’autunno 2021 e le altre quattro entro la primavera 2022.(e.r.)
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