L’Aca sceglie domani il nuovo presidente «No alle spartizioni»
PESCARA. «L’Aca deve garantire una gestione pubblica, efficiente, trasparente e partecipata del servizio idrico integrato; invece sono tornate le guerre per le poltrone e per il controllo degli...
PESCARA. «L’Aca deve garantire una gestione pubblica, efficiente, trasparente e partecipata del servizio idrico integrato; invece sono tornate le guerre per le poltrone e per il controllo degli appalti. Una delle proposte è trasformare la società in consorzio di diritto pubblico». Lo afferma il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua alla vigilia dell’assemblea dei soci dell’Aca per la nomina del nuovo consiglio di amministrazione. L’assemblea è in programma domani alle 10 nella sede della Confindustria in via Raiale: sono 69 i professionisti che concorrono agli incarichi di presidente e due componenti di cda.
«I sindaci», dicono gli attivisti, «invece di pensare alle spartizioni dei posti devono spiegare come intendono evitare la privatizzazione della società e organizzarla affinché risponda alle necessità dei cittadini e non a quello dei gruppi di potere nei singoli partiti. Osserviamo indignati questa corsa alle poltrone che nasconde solo il tentativo di controllare gli appalti che stanno arrivando. Stupisce che nel dibattito intervengano anche quegli stessi personaggi che hanno partecipato a vario titolo nei peggiori fallimenti delle opere pubbliche connesse al Servizio Idrico Integrato a Pescara, dal fangodotto al potabilizzatore. Opere per decine di miliardi delle vecchie lire ora in abbandono», osservano, «in cui gli unici a guadagnarci sono stati le aziende che li hanno costruiti e i tecnici che li hanno collaudati».
Gli ambientalisti parlano del ruolo del commissario straordinario imposto dal Governo, «ma voluto dal presidente della Regione. Strano che D’Alfonso ammetta così platealmente il suo fallimento visto che se c’è bisogno di un commissario straordinario viene spontaneo chiedersi cosa rimane delle figure locali. Questa proposta suona come una beffa visto che nessuno pare ricordare che sul fiume e sui relativi depuratori siamo stati commissariati per ben 10 anni, dal 2006 al 2016. I risultati, se così possono essere chiamati, sono sotto gli occhi di tutti. Il servizio idrico integrato ha bisogno di partecipazione e trasparenza per funzionare correttamente, per essere efficiente ed efficace».
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