L’Aca stacca l’acqua a 72 famiglie per un debito di 21mila euro
Rabbia tra gli inquilini del condominio “Gli Oleandri” di via di Sotto che comprende quattro palazzine L’amministratore: servizio ripristinato, ma ora tutti partecipino al piano di rateizzazione per pagare
PESCARA. È successo ancora: non tutti gli inquilini pagano l’acqua e l’Aca taglia il servizio a tutto il palazzo. Questa volta è toccato alle 72 famiglie del condominio Gli Oleandri all’inizio di via di Sotto, ai Colli, ma il disservizio è durato pochissimo, grazie anche al tempestivo intervento dell’amministratore che si è precipitato negli uffici dell’Azienda consortile acquedottistica per stilare, per la seconda volta in pochi mesi, un piano di rateizzazione che consentisse a tutto il condominio di mettersi a pari con il debito di circa 21mila euro.
«L’Aca sta staccando l’acqua a tutta Pescara», commenta Giovanni Di Giovine, l’amministratore delle quattro palazzine dell’immobiliare Gmg in cui su 72 residenti una cinquantina è in affitto, «ed è toccato anche al condominio di via di Sotto perché lì, nonostante il piano di rateizzazione fatto con l’Aca a marzo, quando ne ho ereditato la gestione, sono riuscito a incassare solo le rate di 22 famiglie su 72. E a quel punto con quei soldi ho pagato la luce, che pure era già stata staccata per morosità per un paio di giorni, prima che arrivassi io, perché non c’erano i soldi in cassa per pagare. Anche per l’acqua, ben sapendo che cosa prevedeva il contratto di rateizzazione stilato con l’Aca, ho sollecitato tutti i morosi a pagare la propria rata, ma senza ottenere risultati. E stiamo parlando di rate bassissime, 2.800 euro da dividere per sei mesi tra 72 inquilini, poco più di sei euro al mese che alla fine non sono riuscito a riscuotere da chi in molti casi non paga neanche il condominio, tra i 15 e i 35 euro al mese. Adesso spero che con il nuovo piano di rateizzazione, chi non ha pagato paghi, altrimenti il 5 gennaio ci ritroveremo nella stessa situazione. Per il riallaccio dell’acqua ho pagato mille euro più 80 per distacco e allaccio, e ho anticipato io stesso 250 euro perché non c’erano soldi sufficienti in cassa. Ma entro fine mese dobbiamo versare 1.700 euro, poco più di 20 euro a famiglia, speriamo di farcela».
Una soluzione che comunque non basta a placare l’ira e l’indignazione di inquilini, come Mirko De Martinis che si appella all’articolo 32 della costituzione sul diritto alla salute per ribadire che l’acqua è un diritto e che per nessun motivo possono staccarla. «In questo grosso condominio ci abitano famiglie con neonati, ci sono studi dentistici, anziani, persone malate, bambini che vanno a scuola: è assurdo che si possa fare una cosa del genere, è una cosa orrenda contro il diritto di tutti. E comunque, se gli inquilini non pagano è il proprietario che deve pagare. E poi mi chiedo: se esiste un articolo della Costituzione che tutela il diritto dei cittadini, chi è che deve tutelarlo e farlo rispettare? Sono stato anche dai carabinieri, volevo denunciare l’Aca, ma mi hanno detto di fare prima una raccolta di firme. Che farò».
(s.d.l.)
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