L’Acerbo fa cent’anni Ginoble agli studenti: «Apritevi al mondo»

Il tenore del Volo lancia l’appello ai ragazzi pescaresi «Bisogna sacrificarsi per raggiungere grandi risultati»
PESCARA. «I genitori devono poter credere nei propri figli e appoggiare le loro passioni così come i miei hanno fatto con me e oggi posso dire che la musica è stata ed è la mia salvezza». Inizia così il discorso che Gianluca Ginoble, cantante del celebre gruppo Il Volo, rivolge agli studenti dell’istituto Acerbo in occasione del centenario celebrato ieri in aula magna alla presenza del dirigente scolastico Carlo Di Michele, del presidente della Provincia Ottavio De Martinis e del dirigente per l’ufficio scolastico regionale Giuliano Bocchia. Nell’occasione è stato presentato il progetto Erasmus che permetterà a studenti e studentesse di crescere attraverso la conoscenza di culture e tradizioni differenti.
«Girate il mondo, aprite la vostra mente, provate a conoscere culture diverse», dichiara Ginoble, «e non rimanete fermi nelle vostre convinzioni ma coltivate sempre il dubbio che credo sia l’elemento più importante per crescere sia a livello personale che professionale. Tutti siamo stati giovani e ci siamo posti domande su chi siamo, chi vogliamo essere e quale sarà il ruolo che andremo a ricoprire all’interno della società. Siamo tutti stati colpiti da un’angoscia che è parte della vita stessa, ed è proprio quella che poi ci porterà ad andare avanti con perseveranza e ambizione. Noi viviamo in una società che ci illude del fatto che si possono ottenere i massimi risultati con i minimi sforzi ma in realtà», sottolinea il cantante, «non è così, perché solo attraversando i grandi sacrifici si possono raggiungere grandi obiettivi e non farsi distrarre da tutto quello che ci circonda, ovvero dalla perfezione estetica che vediamo sui social. In realtà per poter migliorare noi stessi dobbiamo imparare a conoscerci. Il conosci te stesso è stato da sempre la colonna portante della mia vita. Ho ancora 28 anni e devo ancora imparare molto e dare consigli ai giovani è sempre delicato per me, ma il messaggio che mi sento di dare è quello di non arrendersi mai perché è l’unico modo per sentirsi vivi». Poi, un passaggio sull’essere famosi: «La fama è un concetto effimero, non l’ho mai cercata, volevo semplicemente fare quello che mi rendeva felice. Io canto per me stesso e soprattutto per trasmettere emozioni agli altri perché mi nutro di questo. L’unico modo per rimanere umili e non farsi travolgere dal successo è quello di non dimenticarsi mai delle proprie radici e dell’educazione che abbiamo ricevuto, in particolare per me è fondamentale il grande rapporto che ho con mio nonno Ernesto che per me c’è sempre. Porto tutto questo sul palco anche se mi trovo a New York o Sydney ed un elemento che mi aiuta molto a rimanere me stesso».
«Gianluca è un esempio per i nostri alunni», dichiara Di Michele, «non solo perché è una persona che ha intrapreso un importante percorso che gli ha consentito di girare il mondo, diventando così una star internazionale, ma anche perché è riuscito a fare tutto questo mantenendo la sua semplicità». Il progetto Erasmus, guidato dalla professoressa Marilia De Dominicis grazie all’appoggio dell’ex dirigente scolastica Annateresa Rocchi, permetterà di perseguire una didattica aperta alla diversità culturale. E il presidente della Provincia De Martinis commenta: «Il progetto ha l’obiettivo di far conoscere le varie realtà europee e di entrare così a contatto con argomenti importanti come l’ambiente, la sostenibilità e soprattutto la cittadinanza attiva. Sono temi che consentiranno ai ragazzi di crescere in maniera importante sia dal punto di vista personale che accademico. Anche io sono stato studente in questa scuola e ho fatto parte dei suoi cento anni, e oggi sono qui per dire a voi studenti di impegnarvi nell’istruzione per regalarci un mondo migliore».

