L’addio commosso a Bernardi Masci: la città non ti dimentica

31 Ottobre 2022

Chiesa di Sant’Antonio gremita per il funerale del professore che ha dedicato la vita allo sport Il sindaco: «È un simbolo di lealtà e rispetto, gli intitoleremo il nuovo impianto di via Di Girolamo»

PESCARA. Commozione, rispetto, gratitudine. Al funerale del professor Mario Bernardi, ieri, nella chiesa di Sant’Antonio, erano questi i sentimenti che riempivano gli sguardi dei tantissimi presenti. Ex alunni del liceo scientifico dove il professore ha insegnato per 40 anni educazione fisica, sportivi e campioni dell’atletica, della pallacanestro e della pallanuoto per i quali Bernardi, morto a 86 anni, ha speso con generosità tutto il suo sapere e la sua umanità negli anni più belli della Pescara sportiva e non solo. Un’enormità di storie, aneddoti e insegnamenti che il sindaco Carlo Masci ha voluto ricordare nella chiesa gremita, d’accordo con le figlie del professore Simona e Raffaella, per ringraziarlo a nome di tutta la città e dei tanti protagonisti dello sport cittadino presenti ieri, a cominciare da Amedeo Pomilio e dai suoi ex compagni della pluridecorata Sisley pallanuoto degli anni ’80, con il presidente di allora Gianni Santomo.
«Il professor Bernardi è stato una persona speciale, merita un ringraziamento pubblico da parte di tutta la città, di tutti coloro che ha conosciuto e guidato, perché è stato un personaggio poliedrico», dice il sindaco. «Come professore di educazione fisica ha insegnato a diverse generazioni di studenti, me compreso, a essere uomini, a rispettare gli altri, a essere leali: i valori dello sport che lui ha incarnato concretamente. Oltre che un esempio di vita, è stato anche un simbolo: si è occupato di sport agonistico e ha segnato i momenti più belli dello sport pescarese, perché è stato preparatore dell’atletica leggera, della pallacanestro e della pallanuoto. Molti ragazzi pescaresi con lui hanno raggiunto vette incredibili, perché poi erano squadre formate da molti pescaresi che lui aveva istruito dal punto di vista fisico e mentale. Per questo», sottolinea Masci, «Pescara e lo sport pescarese gli devono tantissimo. Lui è uno degli ultimi rappresentanti di quella generazione per la quale bastava una stretta di mano per prendere un impegno definitivo ed è questa lealtà che ha insegnato. Una persona disponibile, buona, un galantuomo d’altri tempi. Una caratteristica, questa, che ha mantenuto fino alla fine. Io l’ho incontrato fino a pochi giorni fa e, come sempre, ci siamo fermati a parlare. Gli ho sempre chiesto un consiglio, e lui ne è stato sempre prodigo. Ma non sono mai riuscito a chiamarlo Mario, per me era sempre il professore».
E invece ieri, per l’ultimo saluto, nella chiesa gremita, il sindaco Masci gli ha dato del tu, per dirgli: «Grazie Mario per tutto quello che hai fatto, a nome degli atleti, dei tuoi studenti». Un grazie che il sindaco conta di trasformare in un gesto concreto: «Realizzeremo un impianto sportivo polivalente in via Di Girolamo, ecco, penso che dovremmo dedicarlo a lui, farò questa proposta perché lo merita. Il professor Bernardi ha segnato la nostra città per il suo modo di fare, ha incarnato i valori dello sport è stato un esempio e un simbolo che la città non può dimenticare». (s.d.l.)