L’adrenalinico Lucy i marginali di Ciprì e l’ultimo Pasolini

Le ultime ore di vita di Pier Paolo Pasolini nel film omaggio di Abel Ferrara, accolto con opposte reazioni alla 71ª Mostra di Venezia e da ieri in sala. Impervio da raccontare, ondivago e barocco,...
Le ultime ore di vita di Pier Paolo Pasolini nel film omaggio di Abel Ferrara, accolto con opposte reazioni alla 71ª Mostra di Venezia e da ieri in sala. Impervio da raccontare, ondivago e barocco, imperfetto e appassionato, “Pasolini”, interprete di profonda adesione Willem Dafoe (doppiato da Fabrizio Gifuni), è opera che divide, come tutto il cinema di Ferrara (che ha sempre considerato PPP il suo maestro) e come il poeta friulano, amato e odiato. Il film si apre con il bacio del mattino dell’adorata madre Susanna (Adriana Asti) al figlio appena tornato dalla Svezia, e segue Pasolini nell’intervista col giornalista Furio Colombo (Francesco Siciliano) per La Stampa, nelle riflessioni intorno ai progetti sospesi, il romanzo “Petrolio” e il film “Porno-Teo- Kolossal”, e l’attesa per l’uscita di “Salò o le 120 giornate di Sodoma” sotto la minaccia della censura. L’incontro con gli amici, Nico Naldini (Valerio Mastandrea) e Laura Betti (Maria de Medeiros), con Ninetto Davoli (Riccardo Scamarcio) e Epifanio (Ninetto Davoli), prima di entrare nella notte in cerca dei suoi ragazzi di vita, Pino Pelosi e gli altri. La notte tra il 1° e il 2 novembre 1975. Nel cast anche la filmaker e attrice pescarese Giada Colagrande, moglie di Dafoe.
Tra le novità ecco l’adrenalico “Lucy” di Luc Besson, in cui la Venere tascabile Scarlett Johansson si trasforma in superdonna dai superpoteri grazie all’involontario ingresso nel suo corpo di una nuova potentissima droga sintetica capace di potenziare al massimo le facoltà cerebrali. Nell’action-thriller del talentoso regista francese l’indecisa studentessa ciondolante senza scopo a Taipei si ritrova, per un pasticcio del suo sbandato boy-friend, nei guai con una feroce gang di trafficanti coreani. Costretta a far da corriere, a causa dell’incidente di cui sopra Lucy si trasformerà in una vendicatrice più efficiente di Nikita, altra eroina bessoniana, che conosce e agisce con fulminea velocità, mentre il film decolla in un crescendo di sparatorie e inseguimenti. Accanto a Scarlett-Lucy la star coreana Min-sik Choi (il protagonista del sanguinario “Old Boy”) e Morgan Freeman.
Il cinema italiano mette in campo “La buca” di Daniele Ciprì, che dopo “È stato il figlio” propone un’altra grottesca parabola, affidando a Sergio Castellitto, Rocco Papaleo, Valeria Bruni Tedeschi un tragicomico triangolo di poveracci. Oscar (Castellitto), avvocaticchio truffatore, morso da un cane decide di lucrare sull'incidente facendo causa al proprietario, Armando (Papaleo). Ma questi è un disgraziato appena uscito di galera dopo aver scontato ingiustamente una pena di trent’anni; fiutato il colpaccio, Oscar cambia obiettivo, convincendo Armando a intentare una causa milionaria allo Stato. Tra loro la barista del paese (Bruni Tedeschi), ex di Oscar. Citazioni dalle comiche del muto e ricercatezza formale per un racconto (come sempre per Ciprì, fin dai tempi di “Cinico Tv” in coppia con Franco Maresco) di eccentrici e marginali.
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