L’allarme dei medici: «L’esposizione al Pm10 aumenta i rischi di gravi malattie respiratorie»

«Il superamento dei limiti delle polveri sottili per due giorni consecutivi comporta un aumento del rischio di mortalità per malattie respiratorie nei soggetti deboli pari a circa il 5 per cento». È...
«Il superamento dei limiti delle polveri sottili per due giorni consecutivi comporta un aumento del rischio di mortalità per malattie respiratorie nei soggetti deboli pari a circa il 5 per cento». È l’avvertimento lanciato da Edoardo Bai (nella foto) componente dell’Isde, l’Associazione dei medici per l’ambiente. «Oltre a questo rischio», spiega il medico al Centro, «bisogna anche considerare gli effetti cronici dell’inquinamento da polveri, come ad esempio i tumori». Allarmante anche uno studio condotto dalla Asl di Bologna. «Un bambino che nasce oggi e che trascorrerà il resto della sua vita in una zona inquinata», dicono gli esperti dell’azienda sanitaria del capoluogo emiliano-romagnolo, «vivrà sei mesi in meno rispetto a un neonato più fortunato venuto al mondo in un posto dove l’aria è più pulita e si respira meglio». Del resto, avvertono gli esperti, studi epidemiologici confermati anche da analisi cliniche e tossicologiche, hanno dimostrato come l’inquinamento atmosferico abbia un impatto sanitario notevole. Quanto è più alta la concentrazione di polveri fini nell’aria, tanto è maggiore l’effetto sulla salute della popolazione. Gli effetti di tipo acuto sono legati ad un’esposizione di breve durata, uno o due giorni, ad elevate concentrazioni di polveri.

