L’alpinista De Stefani alla “prima” del teatro comunale

11 Dicembre 2018

POPOLI. Riapre il teatro comunale di Popoli dopo nove anni di attesa dovuta all’inagibilità causata dal terremoto del 2009. L’amministrazione comunale ha fatto interventi alla struttura per 150mila...

POPOLI. Riapre il teatro comunale di Popoli dopo nove anni di attesa dovuta all’inagibilità causata dal terremoto del 2009. L’amministrazione comunale ha fatto interventi alla struttura per 150mila euro utilizzando i fondi per la ricostruzione e accendendo un mutuo trentennale per ulteriori 90mila euro. La cerimonia è prevista martedì 18 dicembre. «Un impegno che ci ha messo duramente alla prova fino all’ultimo giorno», afferma Dino Santoro, assessore ai Lavori pubblici, «ma finalmente Popoli riavrà il suo teatro che contribuirà al rilancio della cultura in un posto che brilla per la storia e la rara bellezza naturale dei suoi luoghi». Ed è proprio dalla natura che è cominciata la ricca giornata di ieri che ha riaperto il teatro alla città. Al mattino con la presentazione dell’idea progettuale per un teatro naturale nella Riserva Sorgenti del fiume Pescara alla presenza dell’assessore comunale all’Ambiente Alfredo La Capruccia, della direttrice della Riserva Pierlisa Di Felice e del presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo e dirigente Cai Stefano Pallotta. L’idea del teatro naturale si ispira al progetto della riserva naturale di Fausto De Stefani, alpinista di fama mondiale secondo solo a Messner, ospite per l’intera giornata al fianco della compagnia Drammateatro. Nel pomeriggio la sua opera “Un viaggio lungo una fiaba” ha aperto la rassegna sancendo il ritorno al teatro comunale insieme ai bambini del laboratorio Andersen e ai tanti cittadini intervenuti. «I bambini hanno dai 3 ai 100 anni, sono tutti coloro che sanno sognare», esordisce Fausto De Stefani, «sorprenderò per quello che dico, ma per me arrampicarsi su una montagna è la cosa più inutile del mondo di fronte ai bambini. Loro si meravigliano di qualcosa che per gli adulti è indifferenza, e invece è l’essenza. Quel sorprendersi è qualcosa di grande», conclude De Stefani.
«De Stefani racconta l’importanza dell’immaginazione che in un certo senso, nel suo caso, matura con il desiderio di raggiungere delle cime impossibili», sostiene Claudio Di Scanno, direttore artistico della rassegna con 25 anni di attività a Popoli. «Riaprire un teatro mentre di norma i teatri vengono chiusi, e perlopiù piccolo oltre che collocato in un piccolo centro d’Abruzzo, è un segnale politico-culturale di controtendenza rispetto alle difficoltà. Una sfida di civiltà in un tempo buio, non solo per la cultura», conclude Di Scanno.