L’Altracittà attacca: «Premiati gli eredi dell’era Cantagallo»

MONTESILVANO. «Riuscirà il sindaco Maragno a tenere insieme tutti gli interessi che lo hanno sostenuto in campagna elettorale, e a quale prezzo per la città?» A chiederselo sono gli esponenti della...
MONTESILVANO. «Riuscirà il sindaco Maragno a tenere insieme tutti gli interessi che lo hanno sostenuto in campagna elettorale, e a quale prezzo per la città?» A chiederselo sono gli esponenti della lista L’Altracittà che, nel corso di una conferenza indetta ieri nella sala consiliare, hanno espresso forti perplessità nei confronti dell’esecutivo fresco di nomina.
«Il Consiglio comunale che esce dalle urne», sottolineano Corrado Di Sante e Lorenzo Colazzilli, «premia i cambi di casacca e i big del cemento. Tra figli e parenti, padrini e diretti protagonisti, a dieci anni di distanza, la consiliatura è per buona parte erede di quella del sindaco Cantagallo. I protagonisti di quella stagione li troviamo sparsi a destra e a manca, passati come se nulla fosse, spregiudicatamente, da Cantagallo a Cordoma e a Di Mattia, oggi riciclati con Maragno e Ruggero. La nuova giunta ne è una rappresentazione plastica», aggiungono, «da Rosaria Parlione (assessora con Cantagallo e poi dopo un periodo di stand-by passata anche nella maggioranza di Cordoma) a Leo Brocchi, direttore generale del Comune dal 2002 (sindaco Gallerati) al 2005 (sindaco Cantagallo), che nel dicembre 2005 si dimise da direttore generale “per sopravvenuta intolleranza alla stupidità" (si riferiva al giunta Catagallo)». Gli attivisti auspicano che la giunta resti a 5 anche in futuro e annunciano la nascita di un’associazione politico culturale che porterà avanti il progetto di cittadinanza attiva.
A bocciare il sindaco sulla giunta è anche il consigliere Gabriele Di Stefano (Pd) secondo il quale Maragno non vuole far risparmiare l’ente ma «ha dovuto chiudere la giunta lasciando due porte aperte, altrimenti non avrebbe mai accontentato tutti gli affamati di poltrone. Ma ora, come accadeva nelle feste da ballo degli anni 60, durante le quali si mettevano al centro delle sedie, e quando finiva la musica tutti cercavano di sedersi e chi restava in piedi era eliminato», aggiunge, «mi permetto di suggerire questo giochino al neo sindaco».
Più clemente, infine, il gruppo Montesilvano che vogliamo dell’ex sindaco Di Mattia che «esprime un giudizio positivo sul numero dei componenti e auspica che non sia solo una tattica politica ma un'effettiva volontà di cambiamento». Quanto ai nomi dei nuovi assessori: la lista civica vede Brocchi «soprattutto come figura di tutor del nuovo primo cittadino» ed esprime «riserve» sulla Parlione «considerando le passate esperienze amministrative da consigliera e assessore con Cantagallo».
(a.l.)

