L’amico: «Adorava Ortona e la Passeggiata Orientale»

Domenico Di Francescantonio, 46 anni, ortonese, dirigente della Fater Angelini di Pescara, ha conosciuto Paolo Rossi nel 2015.«Era il testimonial ideale per il nostro progetto rivolto alle scuole. Un...
Domenico Di Francescantonio, 46 anni, ortonese, dirigente della Fater Angelini di Pescara, ha conosciuto Paolo Rossi nel 2015.
«Era il testimonial ideale per il nostro progetto rivolto alle scuole. Un personaggio capace di unire più generazioni. Lo contattammo e rispose con la sua proverbiale disponibilità».
Nacque un’amicizia.
«È nata una simpatia reciproca. Ci siamo visti più volte. Lui disponibilissimo e affabile. Non faceva pesare il suo personaggio. Si concedeva a tutti. Ricordo un giorno al ristorante, a Ortona, assediato da fans e giornalisti. Non sapeva dire di no».
Venne spesso a Ortona.
«Sì, in più occasioni. Gli piaceva il centro storico e amava la passeggiata Orientale. La vista del mare dall’alto, diceva, gli ispirava lunghe riflessioni».
L’ultima volta è stato in Abruzzo nel giugno del 2019.
«Sì, venne un lunedì pomeriggio a inaugurare un impianto sportivo ristrutturato a Ortona. Poi, in serata, la cerimonia durante la quale venne premiato insieme a Paolo Nicolai. Il giorno dopo al teatro Massimo di Pescara presenziò alla premiazione delle scolaresche che hanno preso parte alla “Digital Gym”, il corso multimediale interattivo che Fater spa ha messo a disposizione degli alunni».
Lei è stato anche a casa di Paolo Rossi.
«Sì, a Bucine, un paesino in provincia di Arezzo. Nella Val d’Ambra. Aveva ristrutturato quello che è diventato un piccolo borgo medievale adibito a resort. Lui lo chiamava agriturismo, tanto era umile. Ma è un posto incantevole: un resort più che un agriturismo».
L’ultima volta che l’ha sentito?
«Una decina di giorni fa ho parlato con la moglie al telefono. Avevamo in programma di vederci lo scorso mese di settembre, ma non fu possibile per via del Covid e dei nostri impegni». (r.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Era il testimonial ideale per il nostro progetto rivolto alle scuole. Un personaggio capace di unire più generazioni. Lo contattammo e rispose con la sua proverbiale disponibilità».
Nacque un’amicizia.
«È nata una simpatia reciproca. Ci siamo visti più volte. Lui disponibilissimo e affabile. Non faceva pesare il suo personaggio. Si concedeva a tutti. Ricordo un giorno al ristorante, a Ortona, assediato da fans e giornalisti. Non sapeva dire di no».
Venne spesso a Ortona.
«Sì, in più occasioni. Gli piaceva il centro storico e amava la passeggiata Orientale. La vista del mare dall’alto, diceva, gli ispirava lunghe riflessioni».
L’ultima volta è stato in Abruzzo nel giugno del 2019.
«Sì, venne un lunedì pomeriggio a inaugurare un impianto sportivo ristrutturato a Ortona. Poi, in serata, la cerimonia durante la quale venne premiato insieme a Paolo Nicolai. Il giorno dopo al teatro Massimo di Pescara presenziò alla premiazione delle scolaresche che hanno preso parte alla “Digital Gym”, il corso multimediale interattivo che Fater spa ha messo a disposizione degli alunni».
Lei è stato anche a casa di Paolo Rossi.
«Sì, a Bucine, un paesino in provincia di Arezzo. Nella Val d’Ambra. Aveva ristrutturato quello che è diventato un piccolo borgo medievale adibito a resort. Lui lo chiamava agriturismo, tanto era umile. Ma è un posto incantevole: un resort più che un agriturismo».
L’ultima volta che l’ha sentito?
«Una decina di giorni fa ho parlato con la moglie al telefono. Avevamo in programma di vederci lo scorso mese di settembre, ma non fu possibile per via del Covid e dei nostri impegni». (r.c.)
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