L’Ance Abruzzo: un’intesa a metà ora la legge che sblocchi i cantieri

D’Intino: «Il ricorso agli F24 consente alle banche di coprire i debiti con i soldi dei pagamenti fiscali» Ma per l’Ordine degli architetti togliere la cessione dei crediti «è stata una operazione scellerata»
Per sgonfiare la bolla dei crediti incagliati, il Governo sceglie la strada degli F24. È un'intesa a metà, quella raggiunta ieri sul Superbonus nel tavolo di confronto, a palazzo Chigi, con le associazioni di categorie. Un'ipotesi che dovrà concretizzarsi nelle prossime settimane e che non soddisfa appieno. «I vari governi ci hanno buttato in questo fosso. Adesso devono tirarci fuori», il commento a margine della riunione del presidente di Ance Abruzzo, Antonio D'Intino. Gli architetti parlano di «operazione scellerata». «Una bomba sociale», per la Confartigianato. Sul fronte politico, il Pd è convinto che «le nuove regole sul Superbonus daranno un duro colpo alla ricostruzione post-sisma».
COMPENSAZIONE CON F24
La strada proposta è quella della compensazione dei crediti d’imposta con gli F24: gli istituti di credito potrebbero coprire i debiti con gli importi dei pagamenti fiscali. È emersa anche l’idea di un prestito ponte con cessione dei crediti che verrebbero presi in gestione da Eni e Enel. Ance ha chiesto «un’apertura da parte delle partecipate a comprare i crediti pregressi».
«Dopo lo stop durissimo al Superbonus ci si aspettava un'apertura», spiega D'Intino, «attraverso i modelli F24 le banche possono sgravarsi, a conti fatti, di circa 5 miliardi di crediti l'anno, diminuendo il volume di quelli che hanno in pancia e acquistandone degli altri. Si spera, almeno, di arrivare ad un 2% di compensazione sugli F24 per raggiungere la soglia dei 10 miliardi l'anno di crediti fermi nei cassetti fiscali, che verrebbero gradualmente smaltiti».
LEGGE PERFORMANTE
L'Italia dovrà adeguarsi alle richieste dell'Europa in tema di green e risparmio energetico. «Un lavoro che vale, nel nostro Paese, qualcosa come 5mila miliardi», spiega il presidente D'Intino, «che richiede decine di anni ed è impensabile senza aiuti economici da parte dello Stato. Siamo fiduciosi in una nuova legge, performante, che arrivi prima dell'estate per sbloccare i crediti incagliati e accompagnare questo processo. Vedremo quello che partorirà il Governo. È la prima volta che viene cambiata una legge in itinere: così com'è stato rapido il Governo a bloccare la cessione del credito e l'acquisto da parte degli enti locali, agisca per risolvere il problema dei crediti incagliati e dei cantieri in itinere».
ABRUZZO PIù PENALIZZATO
Un doppio problema per le imprese abruzzesi. «Siamo una delle regioni che ha utilizzato maggiormente il Superbonus e che, pertanto, risulta maggiormente esposta», chiarisce D'Intino, «laddove la ricostruzione post-sisma non arrivava, i proprietari degli edifici danneggiati hanno utilizzato il Superbonus per avviare i lavori, che sono rimasti a metà». Un meccanismo che si è incagliato anche per i lavori già conclusi. «Sono 7 mesi che siamo di fronte al blocco della cessione dei crediti», dice il presidente Ance, «molti cantieri sono conclusi, ma le ditte non hanno ancora incassato».
«La decisione assunta dal Governo di impedire di ricorrere allo sconto in fattura e vietare alle pubbliche amministrazioni di acquistare i crediti fiscali mette a repentaglio migliaia di imprese e decine di migliaia di posti di lavoro», afferma Daniele Schiazza, della Federazione degli Ordini degli architetti di Abruzzo e Molise, «l'operazione appare tanto più scellerata se si considerano le motivazioni addotte come giustificativo, basate su dati parziali e prive di una più ampia valutazione complessiva. Una confusione che rischiano di pagare salato le migliaia di imprese e i professionisti la cui unica colpa risiede nell'aver utilizzato, in maniera corretta, le regole emanate dallo Stato e che sono ormai al collasso e in crisi di liquidità».
BOMBA SOCIALE
«Si rischia una bomba sociale sul fronte occupazionale, considerando che le imprese, proprio grazie agli incentivi, hanno assunto e investito», sottolinea la Confartigianato Chieti- Pescara, «solo nel Chietino e nell'Aquilano sono a rischio oltre 5.700 imprese del settore dell'edilizia, per un totale di circa 18mila lavoratori. Un dato che sale a oltre 11.100 attività e 34mila addetti se si considera l'intera regione».
«Il tema degli incentivi andava sicuramente ridiscusso», afferma il vicepresidente di Confartigianato Chieti L'Aquila e presidente della categoria Edilizia, Alberto De Cesare, «ma non si possono lasciare imprese e famiglie in mezzo al guado».

