L’appello di Masha: non abbandonate i profughi

1 Luglio 2022

Quattro mesi fa la sua famiglia si mise in salvo dalle bombe cadute su Kharkhiv Ora è preoccupata per il suo popolo e da Pescara lancia una richiesta di aiuto

PESCARA. «Non dimenticatevi dei profughi ucraini, hanno ancora bisogno di aiuto». È la personal trainer, modella e volto noto dei social Masha Yerokhova, giovane ucraina da sette anni a Pescara, a lanciare l’appello. Lo fa insieme alla sua famiglia, che è riuscita a mettere in salvo in Abruzzo e che ora è ospitata in un hotel di Montesilvano. Tra loro la mamma Svetlana, che dalla finestra della sua casa a Kharkhiv filmò le bombe russe sugli obiettivi civili della città, documentando al mondo ciò per cui ancora non c’erano prove. Anche lei, come l’altro figlio, sua sorella e sua nipote, sono fuggite appena possibile, all’improvviso, con un piccolo bagaglio.
«I profughi fuggiti dall’Ucraina non hanno niente. Pensavano che la guerra sarebbe durata poco e sono scappati all’improvviso, ora si stanno rassegnando all’idea che durerà a lungo», spiega Masha, «non hanno nemmeno di che vestirsi in estate, visto che sono partiti in inverno con piccole borse o valigie. Molti di loro sono rimasti senza soldi, tanti non hanno la possibilità di lavorare qui in Italia. Dipendono dall’aiuto che ricevono e chissà per quanto tempo ancora. C’è ancora bisogno della solidarietà degli abruzzesi».
Continua: «Anche in Ucraina c’è ancora bisogno di aiuto, ho amici che continuano a lavorare come volontari per portare beni di prima necessità alla popolazione. Servono soprattutto farmaci e materiale sanitario, ma qui in Italia le raccolte di beni verso l’Ucraina non esistono quasi più, la solidarietà si sta spegnendo lentamente. Resta solo qualche privato che si organizza come può e spedisce con i bus che vanno in l’Ucraina».
GLI UCRAINI ACCOLTI
In molti sono ripartiti – soprattutto coloro che vivono nella zona Ovest dell’Ucraina, intorno a Leopoli – altri ne sono arrivati: così, anche se la crescita delle presenze si è rallentata, non si è mai fermata del tutto.
Ora sono 8.682 – di cui 2.667 minori – gli ucraini identificati e ospitati in Abruzzo, in una fase in cui l’accoglienza è diventata quasi esclusivamente appannaggio degli alberghi della costa teramana, unici che vedono numeri in aumento. Lo mostra il bollettino più aggiornato della Protezione civile regionale, secondo cui, appunto, la provincia di Teramo ne ospita oltre la metà, ben 4.859, di cui 4.281 in hotel. Nelle altre province abruzzesi l’accoglienza è soprattutto nelle case di amici o parenti già integrati: così il Pescarese ha raggiunto quota 1.615 profughi ospitati, l’Aquilano 1.194 e il Chietino 1.014. Nei centri Cas, quelli dell’accoglienza pubblica, in totale ce ne sono soltanto 208 in tutta la regione.
COME AIUTARLI
È stata la stessa Protezione civile regionale a prendere in mano la solidarietà e la gestione degli aiuti per i profughi ucraini accolti nel nostro territorio, insieme all’associazione nazionale Alpini.
Innanzitutto predisponendo sette magazzini sparsi in tutto il territorio, a cui si può far riferimento per donare. Nell’Aquilano: a Sulmona (telefono 327.3695051, email sulmona.abruzzi@ana.it) e a L’Aquila (telefono 347.0945841, email gransasso.abruzzi@gmail.com). Nel Pescarese: a Manoppello (telefono 349.5907882, email manoppello.abruzzi@ana.it). Nel Teramano: ad Atri (telefono 328.8924034, email atri.abruzzi@ana.it). Nel Chietino: ad Atessa (telefono 346.4900009, email atessa.abruzzi@ana.it), a Taranta Peligna (telefono 339.1397870, email tarantapeligna.abruzzi@ana.it) e a Villa Santa Maria (telefono 331.7115289, email villasantamaria.abruzzi@ana.it).
La Protezione civile ha anche pubblicato, aggiornandola, una lista dei beni di prima necessità che servono a chi è ospitato. Tra i generi alimentari soprattutto pasta, riso, legumi, tonno, salsa di pomodoro, carne e frutta in scatola, dolci e merendine, biscotti al cioccolato, fette biscottate, pane morbido, zucchero, farina, sale, latte, succhi di frutta, orzo, marmellate, crema di nocciole, olio, aceto e, per i più piccoli, biscotti, latte, omogeneizzati e pastina. Servono anche crocchette per cani e gatti. Poi bagno doccia, sapone mani, dentifricio, spazzolino da denti, shampoo, detergente intimo, assorbenti, pannolini per bambini, asciugamani, accappatoi, carta igienica, fazzoletti di carta. Ma anche detersivo piatti e lavatrice, guanti, carta assorbente, posate, tovaglioli, piatti e bicchieri monouso. Tra gli articoli sanitari priorità a disinfettanti da banco, cerotti/garze, salviettine imbevute per l’igiene. Serve anche vestiario, ma solo nuovo. E per i bambini giocattoli e materiale scolastico. (l.t.)