L’appello di monsignor Forte per Noemi e gli altri bambini

GUARDIAGRELE. Ha un amico in più, la piccola Noemi. Un amico che ha lanciato un appello non solo alla sua arcidiocesi ma all’intero Abruzzo. L’appello consistere nel riuscire a raccogliere i fondi...
GUARDIAGRELE. Ha un amico in più, la piccola Noemi. Un amico che ha lanciato un appello non solo alla sua arcidiocesi ma all’intero Abruzzo. L’appello consistere nel riuscire a raccogliere i fondi necessari, circa 27mila euro, per acquistare un ascensore particolare. È una nuova battaglia che Andrea Sciarretta, il giovane padre di Noemi, porta avanti insieme a tante altre con la sua onlus “Progetto Noemi”, che assiste le famiglie con figli affetti da malattie graviassime e rare.
«Andrea è il papà di una splendida bambina, Noemi, che dalla nascita non può camminare. In vista della Prima Comunione dell’altro figlio Mattia, fratellino dunque di Noemi, nella parrocchia di Santa Maria Maggiore a Guardiagrele, ha lanciato una campagna per realizzare un piccolo ascensore che consenta alle persone con disabilità di accedere facilmente alla Chiesa, raggiungibile ora solo attraverso una scala impegnativa. Aiutiamolo tutti a realizzare questo piccolo sogno approvato e benedetto da me e dal parroco don Nicola Del Bianco! Così anche Noemi e tanti come Lei potranno partecipare e il Signore ne sarà certamente contento», firmato Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto.
Il nuovo amico, dunque, è padre Bruno che, seguendo le orme di papa Francesco che, per due volte, ha incontrato e baciato la bimba di Guardiagrele diventata un simbolo abruzzese della lotta contro le malattie rare. Papà Andrea rilancia l’appello alla solidarietà di monsignor Forte e spiega che all’iniziativa hanno già aderito il Comune di Guardiagrele, contribuendo con un somma che si aggira sui 5mila euro, oltre che la parrocchia della chiesa più importante del paese del Chietino dove vive la famiglia Sciarretta, e naturalmente l’associazione da lui fondata. All’elenco si è aggiunta anche la Caritas. E poi. spiega ancora Andrea Sciarretta, c’è la Sovrintendenza che ha dato il via libera all’installazione dell’ascensore, «chiedendo però che venga restaurata un’opera pittorica del 1300, alloggiata nel vano in cui sarà collocata la struttura», specifica il papà di Noemi.
La chiesa di San Maria Maggio è caratterizzata da un'elegante facciata in pietra della Maiella (che procurò alla città la definizione di "città di pietra" da Gabriele D'Annunzio ne Il trionfo della morte) e in cui è incorporata una massiccia torre campanaria. La tradizione locale fa risalire l'edificazione della chiesa al 430, sui resti di un antico tempio pagano. Agli inizi del Settecento, dovendo ampliare la chiesa ma facendo fronte anche alla necessità di non ostruire via dei Cavalieri, si decise di ricorrere alla sopraelevazione dell'intera aula prolungandola fino alla chiesa della Madonna del Riparo, situata sul lato opposto della strada. Fu ricavato un ampio e luminoso interno a navata unica, a cui si poteva accedere tramite un'ampia gradinata, che però è inaccessibile a chi è portatore di handicap. «Permettere a Noemi e a tutti i bimbi come lei di entrare nella chiesa più importante del mio paese», dice infine Andrea Sciarretta, «è un modo di farsi carico dei problemi di chi è disabile». Ma per realizzare l’ascensore mancano ancora dei fondi. «Aiutateci nel nome di Noemi», conclude il papà della bimba di Guardiagrele. (l.c.)

