L’Arta: «L’alga tossica non sta arretrando»

Le nuove analisi eseguite sulla costa Sud confermano l’emergenza in un tratto di Rocca San Giovanni
PESCARA. Non accenna a diminuire di intensità la fioritura di Ostreopsis ovata2, la microalga potenzialmente tossica che dai primi giorni di agosto sta proliferando lungo il litorale teatino.
Dalle analisi eseguite sui campioni di acqua di balneazione prelevati nella giornata di lunedì, l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta) ha riscontrato un ulteriore aumento dei valori, tanto da prolungare lo stato di emergenza già in atto nelle scorse settimane a Rocca San Giovanni e mantenere alto il livello di allerta in altri punti della costa campionati.
In particolare, i riscontri analitici hanno rilevato concentrazioni molto abbondanti di Ostropsis nella zona antistante il km 482,700 della strada statale 16, in località Rocca San Giovanni, dove si sono raggiunte le 71mila trecentosessanta cellule per litro d’acqua, ovvero più del doppio rispetto al limite fissato a 30mila unità (individuato dal Ministero della Salute quale soglia limite). Valori ancora elevati, ma ben al di sotto rispetto al livello critico dell’emergenza, sia a San Vito Chietino che a Vasto: nel primo caso, nella zona antistante Cala Turchino, le cellule per litro d’acqua rilevate sono state 20mila duecento, mentre a Vasto il riscontro analitico sul campione prelevato a 200 metri a sud di Punta Vignola ha fatto registrare una live diminuzione con un valore di 19mila settecentoventi cellule per litro. In entrambi i casi resterà attiva la fase di allerta prevista dallo specifico piano di sorveglianza.
L’Ostreopsis ovata è un'alga unicellulare microscopica, tipica delle calde acque tropicali. Predilige ambienti rocciosi e, negli ultimi anni, ha trovato condizioni climatiche favorevoli per la sua fioritura anche nelle acque del Mar Mediterraneo, arrivando già da alcuni anni a colonizzare le coste dell'Adriatico. Durante il mese di agosto, l’Agenzia regionale per la tutela dell’Ambiente ha effettuato un ampio monitoraggio su tutta la costa per valutare l’estensione dell’area interessata, campionando con cadenza giornaliera. A favorire la fioritura dell’alga cosiddetta bentonica, ovvero legata ai fondali marini, i lunghi periodi di stasi delle correnti, tipici dei mesi di luglio e agosto, le temperature dell’acqua superiori ai 22-23°C e le concentrazioni elevate di azoto e fosforo provocate dalle attività antropiche.
Condizioni indispensabili affinché le microalghe siano nocive per l’uomo sono la loro fioritura in quantità elevata e, nel contempo, le condizioni meteo avverse, come burrasche e mareggiate, che favoriscano la formazione di aerosol marino e la conseguente dispersione della tossina nell’aria.
I sintomi sono differenti e colpiscono soprattutto l’apparato respiratorio e la pelle: tra i principali ci sono la rinite, la faringite, la laringite, la bronchite, la febbre, la dermatite e la congiuntivite. Inoltre, è opportuno evitare il consumo di frutti di mare crudi, raccolti dove è stata registrata la presenza di alga tossica: ad esempio i ricci oppure i molluschi che potrebbero accumulare al loro interno la tossina dannosa per l’uomo. (u.c.)

