L’Arta salva i locali della movida: via libera al ritorno della musica

2 Aprile 2023

Domani la riunione del sindaco con i tecnici per decidere se prorogare o meno l’ordinanza sugli orari L’Agenzia per l’ambiente: «Pub e ristoranti sono in regola, il frastuono proviene dalla folla in giro»

PESCARA. «I locali che fanno musica al centro storico rispettano i limiti di legge per i rumori». La conferma alle anticipazioni pubblicate dal Centro giovedì scorso è arrivata da rapporto che l’Arta ha inviato ieri al Comune di Pescara. Rapporto redatto sulla base dei risultati dei controlli effettuati dai tecnici dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente dal 16 al 19 marzo scorsi per verificare il rispetto dei limiti imposti dalla legge sui rumori.
E ora sulla base di questi risultati, il sindaco Carlo Masci dovrà decidere se prorogare o meno l’ordinanza, in scadenza oggi, che ha posto dei limiti ai locali del centro storico. Per questo ha convocato per domani i tecnici del Comune per valutare i dati e fare una scelta. Ma, stando i dati contenuti nel rapporto che scagiona i locali e punta il dito contro il rumore antropico, cioè quello prodotto dalla gente per strada, il primo cittadino potrebbe congelare il provvedimento, riproponendolo magari successivamente.
IL DOSSIER Il documento che l’Agenzia per l’ambiente, guidata dal direttore generale Maurizio Dionisio, ha inviato al sindaco con i risultati dei controlli è composto da 11 pagine, più alcuni allegati. «Gli accertamenti fonometrici oggetto della presente relazione», si legge nel documento, «sono stati espletati a seguito di richieste del settore polizia locale e Protezione civile del Comune di Pescara». In realtà, sono stati alcuni residenti del centro storico, ossessionati dai rumori notturni, a chiedere all’ente di intervenire per verificare da dove provenisse il rumore.
E il 16 marzo scorso, il sindaco ha emanato un’ordinanza per costringere i locali a fare musica all’interno con porte e finestre chiuse e a spegnere gli impianti (per i pubblici esercizi privi di autorizzazione del questore per fare gli spettacoli) entro la mezzanotte. Così, nella stessa giornata i tecnici dell’Arta si sono recati in alcuni appartamenti di corso Manthoné per verificare la rumorosità proveniente in orario notturno dai locali posti in prossimità, valutandone gli effetti in relazione all’ordinanza di Masci. Le misurazioni sono andate avanti dal 16 al 19 marzo, dalle 22 fino alle 6 del giorno successivo.
«La prima nottata», spiega il dossier, «è risultata del tutto tranquilla e caratterizzata da livelli sonori contenuti, mentre le altre due hanno evidenziato livelli sonori più elevati. Ciò premesso, si può stimare che il livello sonoro relativo alla notte del 16-17 marzo sia rispettoso del valore limite notturno, pari a 55 decibel, mentre nella notte 17-18 tale limite risulterebbe leggermente superato, con superamento piuttosto netto nella successiva e ultima notte del 18».
Dai dati raccolti emerge, dunque, dei lievi superamenti dei limiti nelle ultime due giornate non per la musica diffusa dai locali, ma dal rumore antropico, cioè dal vociare della gente per strada. Stesso risultato era stato raggiunto anche nei precedenti controlli effettuati sempre dall’Arta nel periodo dicembre 2022-gennaio 2023.
L’ORDINANZA Ora, quindi, Masci dovrà decidere se continuare o meno a mantenere le restrizioni introdotte con l’ordinanza firmata il 16 marzo scorso e in parte corretta il 17 marzo, in scadenza oggi. «L’ordinanza del sindaco sembra aver funzionato», ha commentato mercoledì scorso il direttore generale dell’Arta Maurizio Dionisio anticipando i risultati dei controlli trasmessi ieri al Comune. L’intenzione sembrerebbe quella di congelare per il momento il provvedimento e di far tornare a suonare la musica dentro ai locali senza limiti di orario. Ma la conferma arriverà domani.