L’Asl: nuovo virus in arrivo a Pescara pronte 20mila dosi

Il ceppo arriva dall’Inghilterra, è possibile vaccinarsi entro il 15 febbraio
PESCARA. Influenza: la Asl di Pescara registra il picco più alto degli ultimi anni e le vaccinazioni proseguiranno fino al prossimo 15 febbraio. Sono disponibili ancora 20mila dosi di vaccino gratuito della partita di 58.518 dosi acquistato (circa 450 mila euro) per la campagna 2017-2018 (7178 in più rispetto allo scorso anno, quando erano 51.340) immagazzinate dall'Azienda sanitaria per far fronte alle ondate di virus influenzali arrivate, e non ancora esaurite, dagli Stati Uniti e dalla Thailandia che hanno intasato – tra visite, controlli e ricoveri d'urgenza – sia il pronto soccorso (oltre 300 ingressi quotidiani, molti per influenza) sia i reparti di medicina, geriatria e malattie infettive. Posti letto azzerati.
La campagna vaccinale doveva concludersi a metà gennaio, ma, sulla base delle indicazioni fornite dall'Istituto superiore di sanità, la Asl di Pescara ha deciso di prolungare la distribuzione dei vaccini di un mese perché è in arrivo in Italia un ceppo (sottotipo del virus A H3N2) preoccupante, partito dall'Australia e proveniente dall'Inghilterra. Anche per tale ragione il Servizio di igiene, epidemiologia e sanità pubblica, diretto da Carla Granchelli, ha diramato agli operatori sanitari dei presidi di cura, pubblici, privati e territoriali, un comunicato, controfirmato dal direttore sanitario aziendale Valterio Fortunato, in cui si sollecitano i medici a raccomandare la vaccinazione antinfluenzale sia per loro stessi sia per l'utenza.
«L'inizio del 2018», si legge nel documento, «è stato caratterizzato da un numero di casi di influenza più alto degli ultimi anni. L'incidenza nella prima settimana di gennaio è stata pari a 13,11 casi ogni mille abitanti contro i 10 della scorsa stagione. Attualmente, i virus circolanti sono due di tipo B e uno di gruppo A H1N1. L’Istituto superiore di sanità, nella persona del professor Giovanni Rezza, ci ha informati che a breve il virus, attualmente circolante in Inghilterra e proveniente dall'Australia, possa arrivare anche nel nostro Paese generando un picco tardivo di elevata gravità. Per questo particolare ceppo il vaccino è solo parzialmente efficace, la profilassi antinfluenzale è consigliata soprattutto per le categorie più fragili».
Come i bambini sotto i 5 anni e gli anziani affetti da varie patologie, tra cui diabetici, asmatici, cardiopatici e sofferenti di malattie respiratorie. Boom di affluenza al pronto soccorso. Il primario Alberto Albani rivela: «Abbiamo 300 ingressi al giorno, molti per influenza e soprattutto anziani. I reparti di medicina e geriatria sono superaffollati, non ci sono più posti letto e tra un paio di settimane è previsto l’arrivo di un picco influenzale molto forte». Queste le tipologie dei vaccini disponibili: tetravalente, più idoneo per i soggetti giovani; subunità riservato ai bambini dai 6 mesi ai 9 anni; adiuvati e intradermici specifici per gli over 65.
Taluni operatori sanitari hanno contestato la data di arrivo della comunicazione della Asl, 23 gennaio, considerando i tempi lunghi dell'immunizzazione (anche fino a 20 giorni). E suggerito un più largo uso del vaccino quadrivalente, da essi ritenuto più efficace rispetto al trivalente. Il direttore del Dipartimento di prevenzione Carla Granchelli smorza la polemica e spiega: «È tardi per vaccinarsi rispetto alla calendarizzazione tradizionale di gennaio, ma non è inutile. Ci siamo mossi sulla base dell’indicazione dell'Istituto superiore di sanità che ci ha avvertito di questa nuova ondata virale, quindi andiamo avanti con questa campagna vaccinale che sta avendo un grandissimo riscontro, con un trend in aumento dell'utenza sempre più sensibile all'importanza del vaccino e una risposta triplicata delle adesioni dei medici, come mai fino ad ora. Siamo soddisfatti dei risultati della copertura vaccinale, che ha quasi raggiunto gli standard (l'obiettivo è il 95%), ma c'è ancora molto da fare».
Chi si è ammalato malgrado il vaccino, probabilmente è incappato nell'attimo «estremamente rapido della mutazione del virus», aggiunge Granchelli. Per contattare il Servizio epidemiologia (via Paolini 47, palazzina G, 1° piano), l’apertura al pubblico è dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 12 (telefono: 085/4253986).

