L’assemblea civica rigetta il dibattito sulla parità di genere

11 Giugno 2014

Manoppello, bagarre per adeguare lo statuto alle leggi Toppi: fatto incredibile per una giunta di centrosininistra

MANOPPELLO. Il Consiglio comunale non approva l'adeguamento dello statuto alla nuova normativa sulla rappresentanza di genere nelle giunte municipali ed è bagarre. La prima proposta dei consiglieri di minoranza – Barbara Toppi, Fabio Argirò, Giorgio De Luca e Lucio Di Bartolomeo – presentata e poi ritirata nella seduta del 16 maggio è tornata in discussione nell’assemblea del 7 giugno.

«Del primo no, non c'è stata spiegazione» dicono i proponenti «il secondo tentativo, finalmente approdato in Consiglio, non è stato unanimemente approvato, ignorando che il recepimento della legge è obbligatorio, non facoltativo, perché lo statuto deve essere necessariamente adeguato sia alla legge numero 215 del 2012 (secondo cui negli organi collegiali non elettivi dei Comuni sia garantita le presenza di entrambi i sessi), ma soprattutto alla legge 56 del 2014 (in vigore dall'8 aprile) che prevede che «nelle giunte dei Comuni con popolazione superiore a 3 mila abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%, con arrotondamento aritmetico. Alla luce delle nuove leggi, lo statuto di Manoppello» continuano i consiglieri, «risulta obsoleto rispetto alla norma che prevede almeno 1/3 dei componenti della giunta di sesso femminile. Inevitabile dunque un adeguamento, non potendo lo statuto essere in contrasto con una legge dello Stato».

Le modifiche proposte attengono a una norma che sancisce la presenza di entrambi i sessi sia in giunta che in tutti gli organi collegiali non elettivi del Comune e di enti, aziende e istituzioni collegate; ma anche l'innalzamento della soglia minima di presenza del sesso sotto rappresentato in giunta, dal 33,33% al 40%, come prevede la legge, l'obbligo di ricorrere alla nomina di assessori esterni qualora la soglia del 40%, che a Manoppello equivale a 2 componenti, non sia garantita dalla composizione dell'assemblea. Al rifiuto della discussione da parte della maggioranza, i consiglieri proponenti, per protesta, hanno abbandonato l'aula. «Incredibile» commenta la Toppi, «che una maggioranza di centrosinistra si rifiuti di recepire una norma statale volta a garantire il riequilibrio della rappresentanza politica dei due sessi. Ma non ci fermeremo qui. Riporteremo per la terza volta la delibera in Consiglio comunale e questa volta interpelleremo anche il prefetto».