l’assistenza ai pazienti no-covid

9 Maggio 2020

PESCARA. Aumentano i casi tumorali maligni. Il terrore dei pazienti di recarsi in ospedale e rimanere contagiati dal coronavirus ha determinato un trascinamento della sintomatologia, durante le...

PESCARA. Aumentano i casi tumorali maligni. Il terrore dei pazienti di recarsi in ospedale e rimanere contagiati dal coronavirus ha determinato un trascinamento della sintomatologia, durante le settimane della quarantena, al punto che alcune situazioni di salute, già compromesse, si sono aggravate ulteriormente fino al rischio vita.
A lanciare l'allarme è Donato Carlo Zotta, responsabile dell'unità dipartimentale di Neurochirurgia d’urgenza e Traumatologia a direzione ospedaliera, che opera a stretto contatto con il reparto di Emergenza-urgenza diretto da Alberto Albani, coordinatore della task force regionale sul Covid 19; con l'unità operativa complessa di Radiologia interventistica e diagnostica guidata da Vincenzo Di Egidio; e con l'unità operativa complessa a direzione universitaria di cui fa parte il dipartimento chirurgico diretto da Massimo Basti. «Negli ultimi tempi, abbiamo avuto diversi casi di pazienti con emorragie cerebrali, che sono arrivati in reparto in gravi condizioni perché, con le restrizioni imposte dal coronavirus, hanno trascinato la sintomatologia al punto che è esplosa. Non si può rischiare la vita perché si ha paura di venire infettati: i nostri reparti sono puliti, l'ospedale è sicuro», è la rassicurazione del neurochirurgo Zotta, preoccupato di questa «crescente condizione», nel giorno in cui i casi di contagio registrati alla Asl di Pescara sono "solo" 3, contro i 21 di due giorni fa, con altri due decessi, una 95enne e una 84enne di Pescara, che fanno salire la conta delle vittime a 73 dall'inizio dell'emergenza.
I dati sono comunicati dal Servizio prevenzione e tutela della salute dell’assessorato regionale alla Sanità. Avverte, Zotta, affiancato dai più stretti collaboratori, i neurochirurghi Antonio Scogna, Daniele Intraina, Raffaele Nigro e la caposala Ines Ciampini: «Chi avverte i sintomi tipici della patologia, astenia, nausea, vertigini, cefalea, disturbi del linguaggio e della vista, deve immediatamente contattare il presidio sanitario».
Concetto ribadito anche dal primario del reparto delle emergenze, Albani: «Per ragioni serie, importanti e a rischio vita ci si deve rivolgere immediatamente al pronto soccorso, in casi meno gravi attivare la medicina territoriale».
Il lockdown ha fatto crollare il numero di interventi chirurgici legati ai politraumi, agli incidenti domestici e sul lavoro. L'unità operativa dipartimentale di Neurochirurgia d’urgenza è operativa da settembre, con tutte le carte in regola in previsione della strutturazione del presidio a Dea di secondo livello. Dispone di 8 posti letto per ricoveri ordinari e 2 posti letto di day surgery. Il personale è composto da 13 medici, 15 infermieri e 6 operatori socio sanitari. I pazienti arrivano anche dal Molise e dal Lazio. In otto mesi sono stati effettuati 120 interventi chirurgici relativi a svariate patologie tumorali. Zotta spiega che «il dipartimento si occupa di tutti i campi della chirurgia, cranio-encefalica, vertebro-midollare e del sistema nervoso periferico con percorsi specifici per i pazienti con patologia traumatica o vascolare acuta del sistema nervoso centrale che vengono trattati in collaborazione con la Rianimazione e la Neuroradiologia interventistica. Il campo di azione comprende anche il trattamento delle neoplasie benigne e maligne del cervello e del midollo spinale con possibilitá di eseguire biopsie di lesioni cerebrali con il neuronavigatore; le malformazioni vascolari, aneurismi, malformazioni artero-venose; le patologie malformative, idrocefalo, sindrome di Chiari; le patologie degenerative del rachide,mielopatie, ernie discali, stenosi del canale vertebrale; con tutte le tecniche di chirurgia vertebrale artrodesica tradizionale e mini invasiva comprese la vertebro e cifoplastica; le lesioni dei nervi periferici, tumori, sindrome del tunnel carpale e del tunnel cubitale». Gli interventi prevedono l'uso di tecnologie e strumenti di ultima generazione come il microscopio operatorio con fluorangiografia intraoperatoria, i sistemi di neuronavigazione cranica e spinale, l'aspirazione ultrasonica, il monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio. Nelle prossime settimane sarà riattivato l'ambulatorio dedicato che permetterà all’utente di accedere alla valutazione specialistica neurochirurgica.