L’Ater sulla stangata dell’acqua: «Uso anomalo, pagano gli utenti»

PESCARA. Utilizzo dei rubinetti condominiali per lavare veicoli privati; utenze ancora intestate all’Ater; differenze tra i conteggi dei contatori centrali e quelli singoli. Sono le cause che, a...
PESCARA. Utilizzo dei rubinetti condominiali per lavare veicoli privati; utenze ancora intestate all’Ater; differenze tra i conteggi dei contatori centrali e quelli singoli. Sono le cause che, a detta dell’Ater, avrebbero generato il maxi debito contratto dalla società che gestisce le case popolari con l’Aca che eroga i servizi idrici. Pochi giorni fa, il consigliere regionale M5s Domenico Pettinari e le associazioni dei consumatori Adiconsum e Codici hanno messo in luce il caso di pesanti bollette dell'acqua, anche da 6 mila euro, risalenti al periodo tra il 2007 e il 2018, addebitate dall’Ater a centinaia di famiglie in regola con i pagamenti. Fino al 2006, il servizio passava attraverso un contratto stipulato tra Aca e Ater con la spesa ripartita tra gli inquilini che pagavano con l’Ater.
Dal 2007 sono stati installati singoli contatori per ciascun alloggio, gli inquilini hanno stipulato contratti individuali con l’Aca e il pagamento delle somme avveniva in favore dell’Aca. I contatori centralizzati tuttavia sono rimasti installati, continuando a monitorare i consumi. «Da quella data», spiega con una nota il presidente Ater, Mario Lattanzio, «l’Ater ha effettuato il recesso dal contratto di fornitura con Aca, ma sono maturate spese che afferiscono sia a consumi effettuati dagli utenti, erroneamente imputati all’Ater, sia a differenze di registro tra il contatore centrale e i singoli». Per il presidente, ai contatori generali sono ancora attaccati gli impianti di autoclave condominiale e i punti di erogazione comuni, come i rubinetti condominiali. «In alcuni casi vi è stato un uso anomalo e improprio della risorsa idrica, ad esempio per il lavaggio auto private o strumenti di lavoro, ma il cui addebito è stato imputato a tutti gli utenti dello stabile condominiale» avvisa il presidente. Queste circostanze hanno prodotto un debito nei confronti di Aca di quasi 900 mila euro, che con una transazione è stato ridotto a 590 mila euro, «evitando di incorrere in un contenzioso giudiziario, con ulteriori aggravi di costi legali a carico di ciascun assegnatario».
Per l’ente, «il diritto di credito maturato nei confronti degli utenti non è soggetto alla prescrizione breve in materia di fornitura idrica, ma a quella decennale e la ripartizione dell’importo ha tenuto conto delle ragioni di equità e proporzionalità».

