L’autovelox e i cittadini multati «Io, postino, finirò sul lastrico»

27 Marzo 2021

Marcucci, dipendente delle Poste, tra le numerose vittime dell’apparecchio che controlla la velocità «Una settimana di consegne mi è costata 518 euro e 12 punti sulla patente, così non andrò avanti»

PESCARA. Aumenta il numero degli automobilisti che hanno ricevuto uno o più verbali di contravvenzione per aver superato anche di pochi chilometri il limite di velocità di 30 all’ora in via di Sotto. L’autovelox installato appena un mese fa sta facendo una strage di multe.
Un caso emblematico è quello di Pierpaolo Marcucci, dipendente delle Poste da diversi anni, che rischia di finire sul lastrico per aver fatto il suo lavoro, cioè la consegna di lettere e pacchi con il furgone dell’azienda. Marcucci, in otto anni di consegne non ha mai preso una multa e ora, per non essersi accorto della presenza dell’autovelox, si è visto recapitare nel giro di una settimana quattro contravvenzioni, ciascuna da 129,50 euro (180 se il pagamento avviene dopo cinque giorni) per un totale di 518 euro. E quello che è peggio è che si è visto decurtare anche 12 punti sulla patente solo per aver oltrepassato la zona controllata a 42,5 chilometri orari. Ma ora teme che non sia finita qui.
«Queste multe riguardano la prima settimana di marzo», dice, «ma anche nella seconda credo di non aver rispettato il limite di velocità». La decurtazione di altri punti significherebbe la sospensione della patente e così sarebbe costretto a bloccare il suo lavoro di consegne. Tra l’altro, dovrà pagare tutte le multe di tasca propria, perché in questi casi la responsabilità ricade sul dipendente che conduce il mezzo durante il servizio e non sull’azienda.
«Passo spesso in via di Sotto perché faccio il ritiro della posta alla filiale», racconta Marcucci, «ho svolto questo turno le prime due settimane di questo mese. Martedì scorso, l’amministrazione delle Poste mi ha chiamato per dirmi che erano arrivati tre verbali di contravvenzione. Mi sono sentito male». «In pratica con queste tre multe», spiega, «ho scoperto l’esistenza dell’autovelox in via di Sotto. Forse sono stato sbadato, ma fino ad allora non mi ero accorto che era stato installato un apparecchio elettronico fisso per il controllo della velocità. Non potevo pensare che un’amministrazione comunale potesse mettere un autovelox che fa scattare la multa superati i 33 chilometri orari».
Poi, al dipendente delle Poste è stata recapitata anche la quarta multa, per un totale complessivo da pagare di 518 euro entro cinque giorni, oppure 720 euro dal sesto giorno in poi. «Adesso la mia preoccupazione è che possano arrivarne altre», prosegue Marcucci, «cioè quelle della seconda settimana del mese in cui ho effettuato il ritiro della posta alla filiale di via di Sotto. A questo punto, sarebbe sicuro il ritiro della patente, che è indispensabile per me per poter continuare a lavorare».
Da qui lo sfogo del dipendente delle Poste. «Questo è uno scandalo», sostiene, «non si può multare una persona che lavora per aver raggiunto a malapena i 42 chilometri orari. Ma la cosa più drammatica sarebbe se mi togliessero altri punti sulla patente, perché non potrei più guidare il furgone per le consegne. Io con due settimane di lavoro mi sono rovinato».
Il suo caso è stato segnalato alla Federconsumatori, che giovedì scorso ha scritto una lettera al sindaco Carlo Masci per richiedere una moratoria e interventi strutturali, come ad esempio piattaforme rialzate sull’asfalto di via di Sotto, dove è posizionato l’autovelox, per costringere i conducenti dei veicoli a rallentare. E proprio l’associazione che difende i consumatori ha segnalato altri casi di addetti alle consegne dei pacchi che si sono visti recapitare sei o sette multe in pochi giorni.
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