L’Avis dalle 8 alle 12 in piazza Marconi
Prosegue l’opera di sensibilizzazione della popolazione alla donazione di sangue promossa da Avis Montesilvano che questa mattina, dalle 8 alle 12, sarà presenta con l’autoemoteca e due medici in...
Prosegue l’opera di sensibilizzazione della popolazione alla donazione di sangue promossa da Avis Montesilvano che questa mattina, dalle 8 alle 12, sarà presenta con l’autoemoteca e due medici in piazza Marconi, davanti alla chiesa di Sant'Antonio.
Lo scopo della giornata è sia quello di raccogliere sangue tra i propri soci, sia quello di fornire informazioni sanitarie a quanti volessero avvicinarsi alla cultura della donazione. Nel corso della giornata, inoltre, un affermato caricaturista realizzerà in diretta dei ritratti ai presenti.
«La donazione è un gesto di grande altruismo e fratellanza che fa bene sia al donatore che al ricevente», commenta il presidente della sezione cittadina di Avis, Roberto Chiavaroli.
«Per il primo significa controlli costanti sul proprio stato di salute, ma anche accedere a un benessere psicologico che è insito nel gesto di donare. Per il secondo, spesso, è questione vitale in quanto il sangue è tanto importante per il corpo umano, quanto impossibile da riprodurre artificialmente. Il sangue, infatti, nonostante i progressi della scienza e della medicina non si può riprodurre in laboratorio».
Tra le attività promosse in queste settimane dall’Avis, anche il sostegno e la solidarietà al popolo ucraino con la presa in carico di un gruppo di profughi, composto da quattro donne e sei minori dai 18 mesi ai 17 anni, ai quali sono stati garantiti accoglienza e beni di prima necessità. (a.l.)
Lo scopo della giornata è sia quello di raccogliere sangue tra i propri soci, sia quello di fornire informazioni sanitarie a quanti volessero avvicinarsi alla cultura della donazione. Nel corso della giornata, inoltre, un affermato caricaturista realizzerà in diretta dei ritratti ai presenti.
«La donazione è un gesto di grande altruismo e fratellanza che fa bene sia al donatore che al ricevente», commenta il presidente della sezione cittadina di Avis, Roberto Chiavaroli.
«Per il primo significa controlli costanti sul proprio stato di salute, ma anche accedere a un benessere psicologico che è insito nel gesto di donare. Per il secondo, spesso, è questione vitale in quanto il sangue è tanto importante per il corpo umano, quanto impossibile da riprodurre artificialmente. Il sangue, infatti, nonostante i progressi della scienza e della medicina non si può riprodurre in laboratorio».
Tra le attività promosse in queste settimane dall’Avis, anche il sostegno e la solidarietà al popolo ucraino con la presa in carico di un gruppo di profughi, composto da quattro donne e sei minori dai 18 mesi ai 17 anni, ai quali sono stati garantiti accoglienza e beni di prima necessità. (a.l.)

