L’avvocato: tasse e mutui sospesi, in arrivo una raffica di contenziosi

L'AQUILA. L'emergenza coronavirus innescherà contenziosi a catena. Problemi legati ai pagamenti, alle esposizioni con le banche, ai rapporti tra privati o con il pubblico. Dalle forniture alla...
L'AQUILA. L'emergenza coronavirus innescherà contenziosi a catena. Problemi legati ai pagamenti, alle esposizioni con le banche, ai rapporti tra privati o con il pubblico. Dalle forniture alla dilazione delle tasse, dai mutui alle locazioni e concessioni degli impianti, la situazione è nebulosa.
Per Stefano Di Salvatore, legale aquilano e presidente dell'Associazione italiana rugbisti, «occorre un decreto legge specifico, che disciplini la materia».
Avvocato, i pagamenti e le esposizioni bancarie, dovute all'emergenza coronavirus, possono creare futuri contenziosi?
«È necessario che il Governo emani un decreto legge specifico che disciplini la materia e detti le regole ascoltando anche il mondo dei consulenti e dei giuristi. Quello attuale è un momento di grande confusione, che rischia di ingenerare contenziosi tra soggetti privati e con la pubblica amministrazione. La straordinarietà del momento richiede un'azione che disciplini la materia legale, superando i provvedimenti scaturiti dalla piena emergenza».
Gli utenti e le piccole aziende entrate in affanno, che non riescono a pagare canoni e mutui, cosa rischiano?
«Per il momento le rate di prestiti e mutui sono state solo sospese, ma andranno a scadenza, proprio come è accaduto all'Aquila con il terremoto del 2009. Il problema è come e quando andranno in scadenza e a quali condizioni contrattuali. Va aperto un ragionamento sui tassi che applicheranno le banche e ricontrattualizzare i mutui, dilazionandoli nel tempo».
E le imprese che non hanno liquidità?
«Allo stato attuale per molte partite Iva e piccole aziende onorare i pagamenti è difficile. La priorità viene data alle scadenze improrogabili, come le utenze senza le quali non è possibile lavorare. Poi, ci sono i fornitori, le locazioni, ma tutto questo finirà per ingenerare una serie di controversie. Molte imprese e liberi professionisti non saranno in grado di onorare le scadenze».
Come devono agire i cittadini, in questa fase lacunosa, per stare al riparo da azioni legali?
«Esiste l'istituto della causa di forza maggiore, per cui ci si può appellare all'emergenza. È il caso, per fare un esempio, dei contratti di locazione commerciale, che possono essere sospesi in riferimento allo stato attuale delle cose. Ma è un meccanismo a catena: l'utente si appella alla sospensione legata all'emergenza coronavirus bloccando il pagamento dell'affitto al proprietario che, a sua volta, ha contratto un mutuo che non può onorare, entrando in sofferenza con la banca. Si ingenera, così, un domino di contenziosi legali molto difficili da dipanare».
Le ripercussioni economiche dell'emergenza coronavirus saranno così pesanti?
«La situazione è molto difficile. Siamo di fronte ad una crisi globale che rimanda al Dopoguerra. Se dovesse prolungarsi, saranno molte le aziende impossibilitate a far fronte con regolarità ai pagamenti e alle obbligazioni. Un provvedimento governativo potrebbe agire in questa direzione e, oltre alla dilazione del pagamento delle tasse, normare mutui, locazioni, concessioni di impianti sportivi e per attività ricreative, pagamenti dei fornitori da parte delle ditte. Nessun settore è escluso: basti pensare allo sport, che pesa quasi per il 2 per cento sul Pil nazionale e che risulta completamente fermo con danni economici incalcolabili: piscine, palestre, palazzetti dello sport e impianti sportivi. Anche su questo fronte vanno date regole precise per locazioni e contratti con le società sportive per non arrivare in tribunale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

