L’Avvocatura dello Stato: Bussi, rischio contenziosi con la revoca del bando

Lo stop all’appalto sulle discariche, le criticità segnalate già 7 mesi fa Marsilio: il ministero trasferisca alla Regione i 50 milioni della bonifica
BUSSI. «Si potrebbe valutare la possibilità di revocare la gara sul presupposto dell'intervenuta individuazione del responsabile dell'inquinamento», ma «deve tuttavia rilevarsi come anche tale ultima soluzione non sia esente da rischi e incerto esito»: così si chiude il parere dell'Avvocatura generale dello Stato sull'ipotesi avanzata dal ministero dell'Ambiente di revoca in autotutela del bando di gara per le bonifiche delle discariche 2A e 2B nel sito nazionale di bonifica a Bussi.
Il parere rilasciato il 18 novembre 2019 fa riferimento all'«esistenza di diverse criticità» nella procedura di gara in oggetto segnalate dal ministero dell'Ambiente, «anche a seguito del parere reso dal Consiglio superiore dei lavori pubblici».
«Risulta altresì che solo dopo l'aggiudicazione definitiva è stato individuato il responsabile dell'inquinamento. In tale contesto», prosegue la nota, «sembrerebbe che la stipula del contratto con l'attuale aggiudicatario potrebbe rilevarsi pregiudizievole per codesta amministrazione, sia in quanto non sembrerebbe soddisfare le esigenze di bonifica del sito, sia in quanto risulterebbe estremamente difficoltoso il recupero delle somme nei confronti del responsabile medesimo».
C'è, infine, il richiamo ai rischi di contenzioso derivante dalla revoca dell'appalto per un importo di 38 milioni di euro indetto nel 2015 dall'allora commissario di Governo, Adriano Goio, poi scomparso durante l'iter di valutazione delle offerte. Il ministero aggiudicò definitivamente l'appalto a un raggruppamento d'imprese capitanato da Dec-Deme a febbraio 2018.
A fine 2018, il ministero ha avviato un ripensamento che, secondo quanto comunicato pochi giorni fa dal direttore del ministero, Lo Presti, al Comune di Bussi, sta portando alla notifica all'aggiudicatario della revoca della gara con la riconsegna dei relativi fondi al ministero dell'Economia.
«Sulla vicenda di Bussi è ora che finisca il palleggio delle responsabilità che ha tenuto bloccato per troppi anni i 50 milioni destinati alla bonifica e alla reindustrializzazione del sito», le parole del presidente della Regione Marco Marsilio. «Il sottosegretario Morassut, nel promettere che i fondi “rimarranno” in Abruzzo, è costretto ad ammettere che al momento sono stati restituiti al ministero dell’Economia e delle finanze. Vogliamo sperare che il sottosegretario riesca nel suo obiettivo. Intanto è chiaro che si corre il forte rischio che il Mef, assetato di “coperture” per affrontare la crisi economica in corso, si tenga a lungo fondi che non hanno una spendibilità immediata, visto che il ministero non ha un solo progetto cantierabile. E comunque, il ministero trasferisca i 50 milioni al suo legittimo destinatario che è la Regione Abruzzo, nominando la Regione soggetto attuatore per avviare la bonifica senza più ritardi. Solo così avremo la certezza che i fondi rimarranno in Abruzzo», conclude Marsilio. (a.s.)
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