«L’azienda è distrutta Noi abbiamo perso tutto»

1 Settembre 2020

La disperazione di due apicoltori: «Danni anche alla nostra casa, è un disastro» Il dolore di una residente: «Qui era un paradiso, è una perdita per tutta la città»

PESCARA. «Hanno tolto l’ossigeno ai nostri nipoti per i prossimi trent’anni: gli hanno rubato il respiro e la possibilità di sentire l’odore della pioggia nella pineta, la stessa decantata nei versi di D’Annunzio, ascoltare le cicale e gli scoiattoli, annusare il profumo della resina degli alberi e dell’erba appena tagliata. Qui intorno era un paradiso, una macchia mediterranea meravigliosa con il mirto e i limoni. Invece non si potrà più camminare sui tappeti di aghi di pino. È un danno incommensurabile per tutta Pescara». Ha gli occhi lucidi Maria Antonietta Serra, ieri mattina di fronte al cimitero di tronchi d’albero ancora fumanti che si allargano a vista lungo la collina di San Silvestro. Quello che era il belvedere verde della città è ormai ridotto a un cumulo di terra nera, rami spezzati e alberi secolari privi di chioma.
Tra i danni maggiori ci sono quelli riscontrati in un’azienda che produce miele in strada vicinale Case delle Monache. Le fiamme hanno trasformato in rottami due automobili e uno scooter e hanno distrutto i macchinari fondamentali per la produzione. Ma danni incalcolabili ci sono stati anche nell’abitazione dove, ieri mattina, i proprietari hanno provato a fare la conta dei danni, interrogandosi sulla possibile natura delle fiamme assieme ai vigili del fuoco e ad alcuni responsabili del Comune, dopo una notte passata in via precauzionale lontano dal luogo dell’incendio. «Abbiamo perso tutto, il nostro progetto di vita è andato in fumo», sussurrano i diretti interessati, «la nostra casa ha i vetri frantumati, la guaina del tetto distrutta e tutte le utenze sono saltate. Avevamo un giardino meraviglioso, curato con amore e passione, avevamo investito la nostra vita per crearci quest’angolo verde immerso tra il laboratorio del miele e delle api. E invece adesso niente sarà più come prima. Ci è rimasto il nulla. Sono andate in fumo le vite delle persone». In base al racconto della famiglia di apicoltori, i primi ad arrivare sul posto sono stati i poliziotti. «C’erano colonne di fumo altissime», dicono, «fiamme dappertutto. È stato orribile. Mentre il fuoco lambiva la nostra casa, noi urlavamo: “Vogliamo i pompieri, dove sono i pompieri?” In questi casi il tempismo è fondamentale. E infatti la nostra casa è forse quella più devastata di San Silvestro».
Dall’altro lato, le fiamme si sono fermate all’altezza del civico 298 lungo strada comunale San Silvestro. «Abbiamo scampato l’inferno grazie agli angeli dei vigili del fuoco», evidenzia Gianni, titolare di Cotto e mangiato ristorazione mobile, «ce la siamo vista brutta. Ci siamo salvati per mezzo metro perché quando siamo usciti fuori casa c’era tutto il paese qua davanti che cercava di spegnere le fiamme con i secchi dell’acqua». (y.g.)
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