L’Ecoemme non paga la Tarsu e cita il Comune

30 Maggio 2016

MONTESILVANO. A Montesilvano anche il Comune gioca a fare l’evasore e fa causa a se stesso perché non vuole pagare 121 mila euro di Tarsu. Nonostante un primo ricorso già perso, il contenzioso per le...

MONTESILVANO. A Montesilvano anche il Comune gioca a fare l’evasore e fa causa a se stesso perché non vuole pagare 121 mila euro di Tarsu. Nonostante un primo ricorso già perso, il contenzioso per le cartelle dei rifiuti va ancora avanti. Sembra un caso impossibile e, invece, accade davvero: una parte del Comune, l’ufficio Tributi, ha chiesto a un’altra parte dello stesso Comune di pagare 6 anni di Tarsu arretrata ma la risposta è un no. L’altra parte è l’Ecoemme, la società municipalizzata dei rifiuti che adesso è in liquidazione dopo 16 anni di servizio in città. Il Comune è il socio di maggioranza dell’Ecoemme con il 49,85% delle quote; il resto è in mano alla Deco spa (47,83%) e alla Comunità montana vestina (2,32%). La società, nata nel 1998 con l’amministrazione Gallerati, è entrata nella fase di liquidazione più di un anno fa quando l’appalto dei rifiuti è stato affidato alla Tradeco di Altamura, la stessa impresa che adesso l’amministrazione Maragno vuole mandare via. Tornando all’Ecoemme, sono state fatte già tre aste pubbliche per la vendita di mezzi, cassonetti, attrezzature e sono stati incassati 27.800 euro. Troppo poco: non basta neanche a pagare un quarto della Tarsu contestata. Ora, sono ancora in vendita altri 14 automezzi: è possibile avanzare proposte di acquisto entro il 20 giugno allo studio del commercialista Sandro Spella in via Italica, a Pescara. Adesso, tra le pendenze da chiudere rispuntano anche le cartelle non pagate della Tarsu: dal 2007 al 2012, l’Ecoemme non ha pagato niente. Il Comune ha presentato il conto, attraverso la Soget, ma la ditta dei rifiuti ha fatto ricorso alla Commissione tributaria provinciale. E i giudici contabili di primo grado hanno deciso che l’Ecoemme non può sottrarsi alla Tarsu e deve pagare come tutte le altre imprese e i residenti. Alle nuove richieste del Comune, però, l’Ecoemme ha risposto ancora una volta con un no: l’Ecoemme ha fatto un altro ricorso, stavolta davanti alla Commissione tributaria regionale. E il Comune? È costretto a resistere nel giudizio: il difensore dell’ente sarà Lino Gentile di Sulmona. E per fortuna il contenzioso tra due parti del Comune non avrà un costo per i residenti: in base a un accordo tra il Comune e la Soget, le spese ricadranno sulla stessa Soget.

L’Ecoemme è legata anche a un caso giudiziario risalente al 2010 ma il processo finirà quasi sicuramente tra le prescrizioni: a causa della mutata composizione del collegio e del conseguente diniego da parte dei legali delle difese all’utilizzo delle testimonianze già acquisite, il processo ripartirà da zero e la prossima udienza si svolgerà il 4 luglio 2017. (p.l.)

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