L’elettore di centrodestra ha scelto i sindaci 5 Stelle

21 Giugno 2016

L’analisi dei flussi conferma quanto è accaduto in particolare a Roma e Torino La sinistra ha diviso i suoi voti, ma a Milano Basilio Rizzo è stato decisivo per Sala

ROMA. I candidati di M5s sono riusciti ad intercettare i voti degli elettori del centrodestra che al secondo turno non avevano candidati d’area da votare, mentre solo una parte degli elettori del Movimento si sono orientati verso un candidato del centrodestra. È quanto emerge da una analisi condotta sui dati definitivi del ministero dell’Interno. A Roma Virginia Raggi aveva ottenuto 461.190 voti al primo turno, contro i 325.835 di Roberto Giachetti. Al ballottaggio la candidata di M5s è balzata a 770.564 consensi, con un incremento quindi di 309.374, mentre il suo «competitor» è salito di soli 51.100 voti, fino a quota 376.935. Tra il primo e il secondo turno c’è stato un calo di 160.446 elettori: il 5 giugno 1.307.945 e 1.147.499 ieri. Il grosso dei voti in più di Raggi sono venuti dunque dall’elettorato di Giorgia Meloni (269.760), da quello di Alfio Marchini (143.829) e da quello degli altri candidati minori di area di destra, visto che Stefano Fassina aveva ottenuto solo (58.498).

A Torino l’andamento è stato simile, con in più il sorpasso di Appendino su Fassino tra il primo turno e il ballottaggio, che rende ancora più plastico l’appeal di M5s sul voto di protesta nei confronti di chi governa (a livello centrale o periferico). Il 5 giugno il sindaco uscente si è attestato a quota 160.023, rispetto a 118.273 della avversaria. Il 19 giugno i cittadini recatisi alle urne sono calati da 382.503 a 371.644 (meno 10.859). Fassino ha sostanzialmente confermato i consensi (168.880) mentre Appendino ha registrato un boom: 202.764 voti, cioè un incremento di 84.491. Anche a Torino c’erano più candidati di centrodestra. Alberto Morano, sostenuto da Lega e Fdi, aveva ottenuto 32.103 voti che da soli non sarebbero bastati per il sorpasso di Appendino. Vanno considerati allora anche i 20.349 elettori di Osvaldo Napoli (Fi), i 19.334 di Roberto Rosso e quelli dei candidati minori di destra. Anche a Torino la sinistra, con Giorgio Airaudo (14.166 voti il 5 giugno) era stata già cannibalizzata al primo turno da M5s. Questo schema si è ripetuto in altri 17 comuni superiori a 15.000 abitanti nei quali M5s era giunto al ballottaggio (su 126 in cui c’è stato bisogno del secondo turno). Negli altri capoluogo di Regione (Milano, Bologna, Trieste e Napoli) M5s non è arrivato al ballottaggio, fermandosi a risultati modesti al primo turno.

Interessante, nei tre capoluogo del Nord la sfida Centrodestra-centrosinistra, con il primo che ha vinto a Trieste, e il secondo a Milano e Bologna. Nel capoluogo lombardo Beppe Sala è passato da 224.156 voti a 264.481 (+40.325). Anche Stefano Parisi in due settimane è salito da 219.218 voti a 247.052 (+27.834). Tra i due turni c’era stato il solo apparentamento di Marco Cappato (10.104 voti) con Sala, e si può pensare che almeno parte degli elettori di Basilio Rizzo (19.143) abbiano votato anch’essi per Sala.