«L’emergenza degli sfollati ci è costata 200mila euro»

17 Luglio 2017

Blasioli illustra i prossimi interventi per gli inquilini di via Lago di Borgiano Ma entro il 30 luglio dovranno trovare tutti una sistemazione autonoma

PESCARA. «L’emergenza sfollati ci costa circa 200mila euro». A rivelarlo è il vice sindaco e assessore alla protezione civile Antonio Blasioli, rimasto per 10 giorni in prima linea al Centro operativo comunale, aperto 24 ore su 24, per gestire la situazione drammatica degli inquilini che abitavano nei tre palazzi di via Lago di Borgiano, sgomberati d’urgenza il 5 luglio per problemi di staticità.
Assessore, a che punto siamo con l’emergenza?
«Siamo riusciti a trovare una sistemazione alle famiglie residenti in via Lago di Borgiano. Su 84, ne restano fuori solo due perché non hanno voluto accettare la sistemazione provvisoria in via Valle Furci. La prima, perché nelle vicinanze ci sono dei cani e i figli hanno paura. La seconda, perché ha uno dei componenti che soffre di claustrofobia e non riesce a vivere in una piccola dimora. Bisogna considerare che non è facile per le famiglie, che hanno dovuto abbandonare la loro casa d’urgenza, adattarsi a questa nuova situazione».
Ci sono altre possibilità di dare una sistemazione più comoda a queste famiglie?
«Abbiamo già assegnato i primi cinque appartamenti provvisori ed entro le prossime ore ne assegneremo altri due. In questo modo si creerà spazio per le famiglie che non volevano andare negli alberghi o in altre sistemazioni temporanee».
Ma per quanto tempo gli sfollati dovranno rimanere negli hotel o in altre sistemazioni temporanee?
«Il Comune aiuterà queste famiglie fino al prossimo 30 luglio. Poi, ognuna dovrà provvedere a trovare una sistemazione autonoma, o da amici e parenti, o affittando delle abitazioni. In proposito, stiamo verificando la possibilità che venga elargito un aiuto per pagare gli affitti, chiamato Cas, ossia Contributo di autonoma sistemazione».
Perché non è certo che possa essere elargito?
«I dirigenti del Comune mi dicono che spetta solo nel caso in cui le lesioni ai palazzi siano state causate dal terremoto. I tecnici della protezione civile stanno verificando questo e a giorni sapremo qualcosa».
Gli inquilini potranno riavere una casa?
«Sì, certamente. Sono stati già avviati i lavori per ristrutturare 43 appartamenti Ater, di cui 22 a Pescara. La Regione ha poi stanziato 5 milioni per fare i lavori nelle palazzine di Fontanelle, Gescal e via Salara Vecchia. Poi, tra 18 mesi saranno pronti 64 alloggi in via Trigno».
La prima fase di emergenza, comunque, è superata?
«Siamo alla seconda fase. Ma mi consenta di ringraziare le assistenti sociali, che sono state bravissime e gli uffici delle Politiche della casa che stanno lavorando giorno e notte».
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