L’esperto dà l’allarme «La variante dilaga»

13 Febbraio 2021

Il professor Stuppia: «È quella inglese, c’è da preoccuparsi»

PESCARA. La metà dei casi di coronavirus accertati il 4 e il 5 febbraio nelle province di Pescara e Chieti è dovuta alla variante inglese. Un dato altissimo, visto che la media italiana è di poco inferiore al 20 per cento. La percentuale sale ancora di più e raggiunge addirittura il 58% se si considera la sola provincia di Pescara. La conferma di ciò che era già emerso come sospetto nei giorni scorsi arriva dalla seconda fase dello studio voluto dall’Istituto Superiore di Sanità. Una conferma che spiega definitivamente la repentina crescita dei numeri e che arriva nel giorno in cui il governatore Marsilio firma l’ordinanza che dispone la zona rossa per le province di Pescara e Chieti.
NUOVI CASI. Intanto i nuovi casi, in Abruzzo, sono 357. Sono emersi dall’analisi di 3.983 tamponi molecolari: è risultato positivo l’8,96% dei campioni. Dei nuovi positivi, il più giovane è una bambina di un anno dell’Aquilano e il più anziano è una 96enne di Pescara. Quelli con meno di 19 anni sono 61: sei in provincia dell’Aquila, 20 in provincia di Pescara, 30 in provincia di Chieti e cinque in provincia di Teramo.
ALTRI MORTI. Il bilancio delle vittime sale a 1.538. Sette i decessi segnalati nell’ultimo bollettino: una 63enne di Francavilla, un 67enne di Avezzano, un 68enne di Giulianova, un 69enne di Bellante, un 74enne di Atessa, una 81enne di Lanciano e un 83enne di Nocciano. In serata arriva la notizia di un’altra vittima: un 64enne originario di San Martino d’Ocre morto all’ospedale dell’Aquila.
OLTRE 11MILA MALATI. Gli attualmente positivi continuano a salire e tornano oltre quota 11mila: nelle ultime ore sono 183 in più e arrivano 11.057. Continuano ad aumentare i ricoveri, che passano dai 555 di giovedì ai 560 di ieri. In particolare, 507 pazienti (+5) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva e 53 (dato invariato al netto di decessi, dimissioni e sei nuovi ricoveri) sono in terapia intensiva.
LE LOCALITÀ. La località con più nuovi casi è ancora una volta Pescara (65). Poi ci sono Chieti (31), Francavilla al Mare (22), Montesilvano (16), Silvi (15), Spoltore (13) e L’Aquila (10). A livello provinciale in testa ci sono il Pescarese (+133) e il Chietino (+128), seguiti dall’Aquilano (+49) e dal Teramano (+44). All’origine della velocissima diffusione del virus nell’area metropolitana c’è la variante inglese, considerata più contagiosa del 70 per cento.
LA VARIANTE DILAGA. Il direttore del laboratorio di Genetica molecolare - Test Covid-19 dell’università di Chieti, Liborio Stuppia - struttura che insieme all’Istituto Zooprofilattico di Teramo si occupa del sequenziamento del virus - illustra i risultati dello studio voluto dall’Iss e sottolinea che «la variante inglese sta gradualmente rimpiazzando» il virus iniziale. Se L’Aquila e Teramo mostrano dati in linea con la media nazionale, Stuppia sottolinea che c’è «un’area metropolitana che, per motivi che sfuggono, inizia ad avere una prevalenza della variante inglese, che sta gradualmente rimpiazzando la precedente. Viene da dire che senza la circolazione dell’inglese la chiusura natalizia avrebbe portato ad un livello di contagi bassissimo. Invece ora la situazione è preoccupante», osserva, auspicando il rigoroso rispetto delle misure previste dalla zona rossa. L’esperto si sofferma anche sul grande lavoro svolto in Abruzzo sul fronte del sequenziamento: «Dal punto di vista scientifico è un risultato enorme. Riusciamo a correre dietro al virus e alle varianti in tempo reale. È qualcosa di inimmaginabile fino a poco tempo fa».
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