L’esperto: il caldo può aiutarci a rallentare la vita di questo virus

24 Giugno 2020

Il virologo Fazii: «Pochissimi malati gravi, ma fate attenzione perché in giro ci sono gli asintomatici agli anziani consiglio un’estate prudente, per tutti gli altri mantenere distanziamento e mascherine»

PESCARA. Due infettati da lunedì 15 giugno a ieri. E tanti zero nella casella dei positivi. Con un evidente calo dei contagi attivi e, di riflesso, un aumento marcato dei guariti. L’Abruzzo è fuori pericolo? L’abbiamo chiesto al virologo Paolo Fazii, direttore dell’Unità operativa complessa di Microbiologia e virologia clinica a valenza regionale dell’Asl di Pescara.
Fazii, siamo sulla strada buona e sicura?
«Tutto fa supporre che alla Sars-Cov-2 faccia male questo clima, quello nostro, mediterraneo. Probabilmente questo virus, a certe latitudini, si manifesta dal punto di vista patologico nel periodo tardo autunnale, invernale e primaverile. Un virus che si comporta come i suoi parenti stretti, i quattro coronavirus umani, HCov, che danno il raffreddore comune. Molto probabilmente questo virus si sta comportando come questi parenti stretti che, non sappiamo quando in passato, hanno sviluppato un parassitismo nei confronti dell’essere umano. La natura fa sì che il vero parassita non ha convenienza a uccidere l’ospite e si abitua in un periodo di tempo ics. Questo virus deve cercare di attraversare il momento climatico sfavorevole».
E come fa?
«Semplice, causa delle infezioni senza sintomi. Sono supposizioni giustificabili dal fatto che in questo momento non si hanno manifestazioni cliniche importanti».
È vero che ci sono malati meno gravi, ma si fa più fatica a guarire?
«Assolutamente no, ci sono pochissimi malati gravi, probabilmente anche meno portatori sani. Però questo numero di portatori sani è sufficiente al virus per attraversare il periodo climatico sfavorevole».
Quindi ci sta mettendo in guardia per l’autunno?
«Non possiamo dire quello che succederà perché non è passato nemmeno un anno dalla sua comparsa, non abbiamo neppure attraversato le quattro stagioni per chiudere il cerchio. Tutto lascia supporre che nel periodo tardo autunnale si faccia risentire, solo che coi tamponi, il distanziamento e le mascherine avremo la capacità di contenere l’infezione».
Eppure rispuntano focolai al Sud, tanto che si è resa necessaria l’istituzione di zone rosse. E anche a Bologna è allarme. In Abruzzo c’è da temere?
«Penso sempre di no, per tutto quello che ho detto. Ma certamente potremmo avere anche da noi dei piccoli focolai, pure in estate. Però diciamo che il comportamento del virus, che improvvisamente non si fa sentire con la violenza di prima, ci fa capire che siamo in un momento fortunato».
E quello che sta accadendo in Germania con il caso mattatoio?
«Ma lì c’è un clima diverso dal nostro, come in Brasile o in Cina. A Pechino il clima è caldo-umido, ovvero quello che favorisce la penetrazione del virus al livello delle mucose. Sette, otto mesi fa, prima dell’avvento del Covid-19 degli autori inglesi hanno fatto questo tipo di ricerca: il freddo paralizza il sistema di immunità naturale che è quello che ci protegge anche dai virus, conosciuti o sconosciuti. Il caldo fa sì che questo sistema si riattivi e di conseguenza il virus non riesce a penetrare all’interno delle mucose. Torno quindi a ribadire che il nostro clima è sfavorevole al virus, che però si difende con i cosiddetti asintomatici che gli consentono di attraversare la stagione. Il tutto è scritto nel libro della natura».
E che ne pensa degli spostamenti da Lazio o Lombardia verso le case al mare o in montagna?
«Potrebbe essere un rischio, ma il clima dovrebbe contenere il numero dei casi. Non dico che non ci saranno più casi gravi o addirittura letali. Tecnicamente, potrebbe succedere che questa estate ci siano dei piccolissimi focolai con persone che potrebbero ammalarsi anche in maniera grave, ma non sarà la tragedia che abbiamo osservato nel recentissimo passato».
Distanziamento e mascherine restano la regola?
«Le precauzioni le manterrei tutte, anche perché è la prima volta che passiamo l’estate con questo virus. La prova del nove ci sarà tra sei, sette giorni».
A cosa si riferisce?
«Avete visto il caos a Napoli dopo la vittoria della Coppa Italia? Se lì non succederà un disastro, vorrà dire che abbiamo ragione, ovvero che l’attuale clima è sfavorevole».
Gli anziani restano i più esposti? Qual è il consiglio da dare?
«Sì, rimangono i più a rischio. Consiglio loro un’estate prudente. Forse non succederà granché, ma non lo sappiamo».
Ci spiega questo calo nel numero dei tamponi eseguiti in Abruzzo?
«È dovuto semplicemente al fatto che ci sono meno casi da controllare perché fortunatamente il numero di malati è diminuito e molte famiglie sono uscite dalla fase di controllo. Non ci sono più tanti focolai, quindi non si vanno a testare le Rsa o altre strutture. I tamponi che si fanno attualmente sono quasi tutti per il personale sanitario professionalmente esposto».
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