L’eternit nella ditta distrutta dalle fiamme

Manoppello, le analisi dell’Arta indicano amianto e metalli. De Luca: «Non soggiornare in quell’area»
MANOPPELLO. Ci sono due tipi di amianto in ciò che resta dell’azienda Ngatex, di Manoppello Scalo, distrutta da un incendio nella notte tra il 5 e il 6 aprile scorsi. La conferma è arrivata ieri dalle analisi trasmesse dall’Arta al sindaco Giorgio De Luca e alla Asl.
Inoltre, è stata rilevata la presenza anche di metalli pesanti finiti nel terreno a causa dell’acqua utilizzata dai vigili del fuoco per spegnere l’incendio e poi delle piogge. Per questo motivo De Luca, dopo aver ricevuto il rapporto, è tornato a sollecitare l’immediata bonifica del sito e a ribadire l’invito ai residenti «di non soggiornare nelle immediate vicinanze del sito e di non mangiare verdura raccolta negli orti limitrofi all’area interessata se prima non è stata lavata molto bene».
«Il rapporto di prova delle analisi chimiche e chimico fisiche sul frammento di tetto prelevato martedì della scorsa settimana dai tecnici dell’Arta nell’azienda di via Tiburtina interessata dal rogo», si legge in una nota del Comune, «rileva la presenza di amianto crisotilo e crocidolite, comunemente noti, rispettivamente, come amianto bianco e amianto blu». «È stata, inoltre, riscontrata», prosegue la nota, «a seguito del campionamento dei liquidi di spegnimento dell’incendio, anche la presenza robusta di metalli, come cromo, nickel e stagno. Si tratta di fonti di inquinamento in parte prevedibili in considerazione delle lavorazioni in cui era impegnato l’opificio, che si occupa dei trattamenti dei metalli (bagni galvanici)».
«Quanto alla concentrazione di fibre d’amianto nell’aria», specifica l’ente, «i tecnici sembrano mostrare un cauto ottimismo, anche per la presenza di piogge e vento forte che, nel giorno dell’incendio e nei successivi, ne avrebbero favorito la dispersione».
Da qui, l’intenzione del sindaco di procedere all’eliminazione delle fonti di inquinamento. «Ora, analisi alla mano», ha detto De Luca, «bisogna agire celermente e rimuovere l’amianto. Abbiamo sentito telefonicamente e trasmesso i rapporti di prova al Dipartimento di prevenzione della Asl che ci indicherà il cronoprogramma». «Come ho ricordato oggi (ieri, ndr) nel corso del consiglio comunale in cui si è discusso della questione», ha rivelato il sindaco, «l’amministrazione ha seguito questa vicenda sin dai primi momenti emanando una prima ordinanza e disponendo l’immediata interdizione e l’inaccessibilità completa dei locali». «La tutela della salute pubblica è la priorità», ha concluso, «per cui è importante adesso bonificare quel sito e avviare un progetto di rimozione dell’amianto anche da altre strutture della città».(a.ben.)
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