L’imprenditore La Torre muore a 78 anni stroncato dal Covid

Il fondatore della “Vetreria artistica teatina” ha contribuito a dar vita al polo urbano di Sambuceto Il cordoglio di un dipendente: «Per noi era come un padre. Schietto, aiutava chiunque avesse bisogno»
SAN GIOVANNI TEATINO. Non ce l’ha fatta. Carmine La Torre, 78 anni da compiere tra qualche giorno, è morto ieri pomeriggio all’ospedale di Chieti, dove era stato ricoverato per il Covid. L’imprenditore di Sambuceto è scomparso ieri pomeriggio, sconfitto da un virus che nella sua famiglia si è diffuso in maniera molto aggressiva e, tra gli altri, è stata contagiata anche la moglie Anna, anche lei ricoverata.
La Torre era conosciutissimo, per le sue attività, e anche benvoluto da tutti. Il suo nome è associato alla “Vetreria artistica teatina” di via Po, a Sambuceto, che ha realizzato interventi in tutta Italia, e alla “Av 2000” che ha dato vita al polo urbano di Sambuceto, con le sue costruzioni. Ne parla con infinita stima uno dei suoi dipendenti, Lorenzo Surricchio, che ha lavorato per La Torre per 38 anni, alla vetreria, e ormai lo considerava «come un padre. Mi trattava davvero come se fossi un figlio, mi ha aiutato quando ne ho avuto bisogno, così come aiutava chiunque altro, in caso di necessità. Era una persona gioviale, frizzante, un uomo molto attivo ma anche molto diretto nelle sue comunicazioni, cioè schietto. Era il classico imprenditore in grado di comunicare al meglio sia con il personale sia con i fornitori», prosegue Surricchio sottolineando le capacità di La Torre che si è aggiudicato commesse importanti in tutto il paese. Pensa ai «vetri realizzati per gli edifici che ospitano Ipercoop, l’ex Auchan, una parte dell’ospedale di Chieti, e poi per i capannoni della zona industriale di Sambuceto e per i negozi Globo calzature di tutta Italia e anche Acqua e sapone», solo per dirne alcuni. Non era solo capace nel lavoro ma anche un uomo amabile perché «sapeva stare tra la gente e scherzare» e nel suo tempo libero amava ballare il liscio. Oltre alla moglie, La Torre, che veniva chiamato Carminuccio, lascia i figli Valeriano e Patrizia, che lo affiancavano nel lavoro, la nuora Elena, il genero Marco e il nipotino Tommaso.
È ancora da fissare la data dei funerali, per l’ultimo saluto al 78enne.
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