L’inchiesta sui rifiuti nel cimitero: spunta una segnalazione del 2019

Il caso ieri in commissione. Sarchese (M5s): nessuno replicò nella maggioranza di cui era parte Russo E il sindaco: «L’anno del project non c’ero. Me ne sono occupata appena insediata, fino a denunciare»
FRANCAVILLA. Rispunta un’interrogazione presentata nel 2019 dal consigliere Livio Sarchese, che già allora segnalava la presenza di rifiuti, nell’intricato disegno che ruota attorno alla gestione del cimitero di Francavilla.
Come ricostruito ieri pomeriggio nel corso della commissione ad hoc presieduta dal consigliere Rocco Cappelletti e della quale fa parte anche Sarchese, l'esponente pentastellato in un consiglio comunale di quasi 5 anni fa (sotto la giunta Antonio Luciani), riferiva di aver ricevuto una segnalazione anonima, con foto allegate, circa la presenza di rifiuti nell’area del cimitero, già sotto la gestione della San Franco. Una segnalazione da cui parte il pensiero di Cappelletti: «Oggi il sindaco Russo definisce discutibile l’affidamento col project, allontanando le responsabilità di tale scelta. Ma se è vero che l’operazione è stata fatta in precedenza, lei era già assessore nella giunta Luciani nel momento in cui il problema dei rifiuti venne sollevato e a cui nessuno della maggioranza fece replica». E prosegue: «Ci chiediamo come sia possibile che un funzionario dell'Ente possa aver operato sul cimitero senza che nessuno controllasse quanto stesse facendo. Lo stesso si può dire per il direttore dei lavori, nominato di fiducia dall'amministrazione». Quindi prosegue: «L’analisi dell’Arta ha evidenziato la presenza di rifiuti pericolosi, tra cui anche l’amianto. Il rischio è quello di un’interdizione delle aree interessate e costi a carico della collettività per la bonifica, il tutto nell’ambito di una gestione disastrosa del cimitero».
Anche per questo, il collega Giovanni Angelucci ha chiesto «l'istituzione di una commissione speciale e la rimozione dalla sua carica di Febo».
Sul punto interviene anche il commissario cittadino della Lega Gianluca Baldassarre: «Restiamo basiti nel sentire che il sindaco Russo declini ogni responsabilità sulla vecchia amministrazione, di cui era parte integrante. È grave che voglia risolvere il tutto con la revoca del contratto al gestore, senza esprimersi sulla posizione di un suo funzionario che risulta essere indagato per corruzione».
La replica del sindaco Luisa Russo parte proprio da qui: «Sin dalle prime notizie di reato è stato avviato un procedimento disciplinare nei confronti dei dipendenti iscritti nel registro degli indagati, ma soprattutto si sta applicando pedissequamente il piano anti corruzione di questo Ente. Nel 2015, anno del project per il cimitero, non ero né in consiglio né in giunta. Pur essendo entrata nel 2018, non ho mai avuto la delega al cimitero. Al contrario, appena eletta, a fine 2021, ho avviato anche per il tramite degli uffici una corrispondenza con la società che gestisce il cimitero, oltre a una serie di incontri, andati avanti fin quando è venuto fuori un possibile profilo penale che è stata mia premura denunciare alle autorità». Poi passa alle segnalazioni del 2019: «Mi chiedo perché il consigliere Sarchese non abbia portato avanti un esposto essendo lui un pubblico ufficiale». E sulle analisi Arta: «Non è necessario interdire alcuna area in aggiunta a quelle già attualmente delimitate. Stiamo facendo tutto ciò che è doveroso fare per la risoluzione di un problema che arriva da lontano, garantendo al tempo stesso tutti i servizi cimiteriali».

