L’incompiuta dei 64 alloggi Ecco il cantiere fantasma

29 Febbraio 2016

Viaggio all’interno dei due palazzi in costruzione tra via Tavo e via Tronto I lavori costati 11 milioni sono fermi, ma dovevano essere completati nel 2011

PESCARA. Tossicodipendenti, senzatetto e qualche gatto. Negli scheletri dei due palazzi che svettano tra via Tavo e via Tronto non c’è neppure l’ombra di un operaio perché i lavori, che dovevano essere completati entro il 23 settembre 2011, sono fermi da anni. Nel cantiere, assolutamente accessibile a tutti nonostante le barriere di ferro, il tempo sembra essersi fermato tutto d’un tratto: la gru è ancora lì, così come il serbatoio della malta e i mattoni, rimasti accatastati, oltre a alcune tubature, abbandonate in un angolo. Ma qui non si muove foglia da un tempo indefinito e, come accade in tutti gli spazi abbandonati, l’area è stata presa d’assalto da chi non ha una casa, da chi si droga e pure da una serie di incivili che gettano qui di tutto, dai sacchetti di spazzatura quotidiana (lanciati dalle finestre vicine) fino ad una serie di buste con materiale edile. A completare il quadro una piscina di acqua putrida che si è creata sotto i due palazzi e i box degli operai, che hanno i vetri completamente rotti e qualche materasso all’interno, mentre i documenti del cantiere sono stati buttati via, disseminati qua e là.

La speranza è che prima o poi tutto riparta, come si vocifera in Comune e all’Ater. Ma da parte dell’Adiconsum, l’associazione dei consumatori guidata da Alberto Corraro, partono una denuncia e un appello alle istituzioni. Muovendosi tra rifiuti e sporcizia, dentro e fuori i due edifici mai finiti, Corraro fa notare che «qui dovevano sorgere 64 appartamenti popolari, grazie a un finanziamento statale concesso per il cosiddetto Contratto di quartiere nell’ambito del programma di recupero urbano del quartiere 3», come si legge sul cartello all’angolo tra via Tavo e via Tronto, scolorito da sole e pioggia. Quel cartello indica la data della consegna dei lavori, avvenuta il 18 ottobre 2006, e il giorno (presunto) di conclusione dell’intervento, il cui valore complessivo è di 11 milioni e 262 mila euro. «Se si continua così, il 18 ottobre metteremo una candelina per festeggiare i dieci anni dall’avvio del cantiere. Vediamo di non arrivare a questo compleanno e di festeggiare prima la ripresa del cantiere», aggiunge Corraro rivolgendosi «al sindaco Marco Alessandrini, all’assessore competente, Adelchi Sulpizio, e al presidente della Regione Luciano D’Alfonso, che dovrebbe dedicarsi alla soluzione del problema. Dietro questo stop», prosegue, «pare ci siano dei contenziosi ma non è ammissibile che si assista a uno stop così prolungato mentre un migliaio di famiglie vivono il problema della casa e chiedono un alloggio. Dieci anni sono davvero troppi».

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