L’incursione dei cinghiali a Bussi: l’asilo “blindato” riapre ai bimbi

Installati blocchi di cemento all’esterno della scuola materna dopo l’irruzione degli animali selvatici Ambienti sanificati: i 30 bambini oggi in classe. Il sindaco Lagatta: «Servono provvedimenti urgenti»
BUSSI SUL TIRINO. La paura è alle spalle. Oggi l’asilo in via papa Giovanni XXIII attaccato dai cinghiali venerdì scorso, a Bussi sul Tirino, riapre le porte. I 30 bimbi, che la scorsa settimana hanno vissuto momenti di terrore, oggi riceveranno un diplomino di coraggio, durante una festa organizzata per loro dalla preside del comprensivo, Patrizia Corazzini. La sanificazione dell’asilo è stata completata ieri e oggi si potrà tornare a lavorare normalmente. Il sindaco di Bussi, Salvatore Lagatta, ieri mattina ha fatto gli ultimi sopralluoghi e spera che la “visita” dei cinghiali venga dimenticata in fretta dai piccoli, che venerdì erano presenti all’interno della struttura. «La scuola riapre. La rete di protezione è stata riparata, i New Jersey (più di 20 blocchi di cemtno, ndr) di protezione sono stati installati e anche la sanificazione dei locali è stata completata», ha rimarcato Lagatta. L'amministrazione comunale ha immediatamente preso provvedimenti per evitare nuove incursioni degli animali in paese. «Oltre alle scuole, bisogna fare attenzione agli impianti sportivi. Da noi i cinghiali hanno bucato la rete di recinzione e in futuro stiamo pensando di installare dei muri di protezione, perché questi animali selvatici hanno difficoltà nel saltare e spesso provano a scavare per superare le barriere», spiega il sindaco. «Serve il divieto assoluto dell’abbandono dei rifiuti. Noi, inoltre, ci siamo accorti che durante la settimana quando si fa la raccolta differenziata, nei giorni del conferimento dell’organico, i cinghiali si avvicinano di più al paese. Quindi, bisogna studiare una soluzione». E sabato con delle battute di caccia mirate sono stati uccisi 18 cinghiali. «C’è un problema, però, perché i cacciatori di solito iniziano le battute poco fuori dal paese in una zona dove i cinghiali, quando fuggono dalle tane, o vanno verso la montagna o si dirigono verso il centro abitato. Il più delle volte gli animali fuggono verso il paese e, quindi, abbiamo chiesto ai cacciatori di iniziare le battute a ridosso della periferia del paese, spingendo così gli ungulati in direzione della montagna», spiega Lagatta, che fa notare che il proliferare dei cinghiali è un problema diffuso. «L’allarme non è circoscritto a Bussi, perché ci sono casi ovunque. Anche nelle città metropolitane spesso si vedono scene di cinghiali lungo le strade. Bisognerebbe prendere provvedimenti a livello regionale e nazionale per provare ad arginare il problema». Intanto, oggi, la scuola materna riapre i battenti, un po' più blindata di prima, ma sicuramente più sicura.
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