L’infezione sembra rallentare Meno contagi, i decessi sono 46

Fazii: «La battaglia è ancora lunga». Parruti: «Ci sono speranze da un nuovo farmaco»
PESCARA. «È presto per lasciarsi andare a facili entusiasmi. Bisogna attendere ancora qualche giorno: all'inizio della settimana prossima potremo valutare se il trend è in discesa». Paolo Fazii, primario del laboratorio della Asl di Pescara, la struttura che analizza i tamponi per il Covid-19, si dice convinto che sia presto per valutare la situazione in Abruzzo alla luce degli ultimi dati, nonostante i numeri che, negli ultimi giorni, seppur in costante aumento, sembrano rallentare.
I NUMERI. I casi complessivi salgono a 689 ed aumentano anche i decessi, che arrivano a quota 46. Positive, nel reparto di Oncologia dell'ospedale di Teramo, 13 persone, tra medici e operatori sanitari. Non mancano, però, le notizie positive: sta dando buoni risultati l'utilizzo di un farmaco sperimentale e a Pescara una 44enne prima intubata e in gravi condizioni ora respira da sola.
NUOVI CASI. Sono 26 i casi emersi dalle analisi svolte nelle ultime ore. Un numero così contenuto - precisa però la Regione Abruzzo nel bollettino quotidiano - potrebbe essere dovuto solo al fatto che lunedì, per ragioni tecniche, il laboratorio non ha operato a pieno regime. Dei nuovi casi, quattro fanno riferimento alla Asl Avezzano Sulmona L’Aquila, quattro alla Asl Lanciano Vasto Chieti, tre alla Asl di Pescara e 15 alla Asl di Teramo.
POSITIVI IN ONCOLOGIA. Positivi al Covid-19 anche due medici e altre undici persone tra infermieri e operatori sanitari del reparto di Oncologia dell'ospedale di Teramo. In attesa di conoscere gli esiti di tutti i tamponi eseguiti, la Asl ha stabilito che, non appena le condizioni cliniche lo permetteranno, i pazienti ricoverati saranno dimessi ed assistiti a domicilio.
NEMICO INVISIBILE. Se i numeri degli ultimi giorni sembrano far registrare un calo in Abruzzo, il direttore dell'Unità operativa complessa di Microbiologia e virologia clinica a valenza regionale della Asl di Pescara, Paolo Fazii, invita alla prudenza: «So che piacerebbe a tutti, ma non possiamo lasciarci andare a facili entusiasmi. E' presto per analizzare i dati, bisogna attendere ancora qualche giorno», dice l'esperto, che definisce il virus come «un nemico invisibile, una brutta bestia, presa sottogamba».
MORTI. Le vittime, aggiunge, sono «soprattutto persone anziane o con altre patologie». Otto, secondo il bollettino della regione, i decessi registrati nelle ultime ore, tutti uomini di età compresa tra i 56 e gli 80 anni: uno di Città Sant’Angelo, uno di Francavilla al Mare, due di Ortona, uno di Pineto, uno di Montesilvano, uno di Loreto Aprutino e uno di Castiglione Messer Raimondo. Proprio a Castiglione, paese che rientra nella zona rossa abruzzese, i decessi, nel giro di pochi giorni, salgono a sette.
SINDACO IN OSPEDALE. La situazione resta delicata in tutta la Val Fino. Le condizioni del sindaco di Montefino, Ernesto Piccari, positivo al Covid-19, sono peggiorate ed è stato trasferito all'ospedale di Atri per un principio di polmonite in terapia non intensiva. Prima di lui era risultato positivo anche il sindaco di Castiglione, Vincenzo D'Ercole, che però è asintomatico, in isolamento domiciliare.
L’ASSESSORE DI MAGLIANO. Secondo caso di coronavirus a Magliano de' Marsi: positivo l'assessore al Bilancio, Andrea Morgante. Commercialista, ha eseguito il tampone nei giorni scorsi, dopo che anche la moglie, medico al San Salvatore dell'Aquila, era risultata positiva. Salgono a due i casi di covid-19 a Magliano dove anche il sindaco, Mariangela Amiconi, è in quarantena.
RESPIRA DA SOLA. In una situazione sempre più difficile, non mancano le notizie positive: a Pescara è uscita dalla rianimazione una delle persone più giovani che erano in terapia intensiva. Si tratta di una 44enne che, rispetto alle gravi condizioni iniziali, è migliorata e ora respira da sola, in terapia subintensiva. Sono 57, in tutto l'Abruzzo, i pazienti gravi in rianimazione, 30 di questi solo a Pescara. Altre 243 persone, invece, sono ricoverate negli ospedali abruzzesi, in terapia non intensiva. A soffrire in modo particolare, visti i numeri elevati, è proprio la Asl di Pescara. Anche per questo verrà utilizzata l'”Oasi dello Spirito” - struttura nata per ritiri spirituali - per accogliere le persone in via di guarigione, che trascorreranno lì l'ultimo periodo di degenza. Così si libereranno posti letto in ospedale e i pazienti potranno contare sull'assistenza dei sanitari, evitando di entrare in contatto con i familiari a casa.
IL FARMACO FUNZIONA. Segnali positivi arrivano anche sull'utilizzo del farmaco per l'artrite, il Tocilizumab, sui pazienti Covid-19. «Abbiamo l'evidenza che il nuovo farmaco sta funzionando», dice il primario delle Malattie infettive di Pescara, Giustino Parruti, «Adesso lo stiamo dando alle forme un po' più precoci, cioè quando ci facciamo l'idea che il paziente abbia tutti i fattori di rischio per progredire. Abbiamo già visto diverse persone togliere l'ossigeno. Se tutto questo viene confermato, è una cosa che può cambiare un pochino la storia di questo affollamento. Ha risvolti individuali, organizzativi e, di conseguenza, societari. Se si riduce il numero degli intubati e la durata media della degenza e, quindi, la durata delle complicanze, questo si ripercuoterà con una ridotta mortalità», conclude l'infettivologo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

